L’AQUILA – Il 19 maggio alle 17,30, nel giorno immediatamente successivo alla data spartiacque che segna un primo ritorno alla socialità, dopo i 2 mesi di lockdown, dall’Aquila, dalla Basilica di Collemaggio, parte la rinascita della cultura. Responsabile.
Il 19 maggio è il giorno in cui la città festeggia il suo santo compatrono, Papa Celestino V, che nel 1294, donò alla municipalità la Bolla del Perdono e la prima porta Santa del mondo. Da quel momento, la città ogni anno, tra i vespri del 28 e quelli del 29 agosto, celebra la Perdonanza celestiniana, festa di comunità, primo Giubileo della storia, solo nello scorso dicembre, riconosciuta patrimonio immateriale dell’umanità Unesco. La città dell’Aquila che, dal 19 aprile scorso, vive un trend positivo rispetto all’emergenza, tenendo a zero il numero dei contagi, in questo giorno compie un nuovo gesto miracoloso: torna a suonare la Basilica, a raccontare le sue ferite e la sua resistenza al dolore. Lo fa attraverso la cultura, inaugurando modi nuovi di praticarla, e in completa sicurezza, con amore per le radici e tensione all’umanità tutta. Che dall’Aquila, già vittoriosa sulla distruzione, può ottenere modelli a cui ispirarsi.
La celebrazione del Santo compatrono, offre alla municipalità aquilana l’occasione di esprimere il suo ringraziamento a coloro che, idealmente, hanno raccolto, soprattutto in questa fase di emergenza, il potere sanatore e curatore: i nostri operatori sanitari. Loro, la diligenza degli aquilani, le regole scandite, il sostegno del Comune, la creatività, il sacrificio di chi ha dovuto stare dentro e chi ha dovuto stare fuori.











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