L’AQUILA – di Fulvio Giustizia* – Piazza Duomo, il luogo simbolico culturale della città dell’Aquila si va rinnovando, soprattutto nell’area storica della cosiddetta Capo Piazza, con interventi che molti cittadini aquilani ritengono invasivi e inappropriati.
Lo si deduce da circa ciquecentocinquanta commenti negativi, riportati su alcune piattaforme Web. Ne riferiamo alcuni. Un commento ci tiene a precisare, a nome di tutti, che le critiche sono espresse a prescindere dal colore politico. Innanzitutto si afferma che «è importante che gli abitanti della città siano coinvolti nella progettazione e nella gestione degli spazi pubblici come le piazze, che sono un patrimonio prezioso per la nostra città. Dobbiamo imparare a valorizzarle e a viverle pienamente. Per noi Aquilani deve diventare un dogma» (Stefano Cardelli).
Circa la nuova struttura di Capo Piazza si dice che «Fa letteralmente schifo, ma perché una città antica e bella come L’Aquila deve essere rovinata da qualcuno che ha potere decisionale?» Si tratta di «un vero oltraggio e non solo al buon gusto» e ancora: «non si comprende l’utilità dell’opera». Infine un commento più corposo e circostanziato: «Guardatela! Guardiamola tutti! Come si può umanamente dire che sia una cosa bella a vedersi? Come può, dico io, un essere umano dotato del senso del bello, poter dire, in tutta onestà, che una cosa del genere stia bene nella piazza principale di una città fondata nel 1254? Come si può non affermare che non sia l’obbrobrio che è? È una pensilina? Uno scivolo per skateboard giganti? La base di lancio dell’Enterprise? Come si può solo concepire un’oscenità del genere? Non solo, come si può continuare a difendere l’indifendibile? Come si può continuare impunemente a chiamarci “criticoni” o ad affermare che la nostra è una presa di posizione politica? Lo scempio, lo stravolgimento, la devastazione del carattere di una città, non è né di destra, né di sinistra! E questo può vederlo anche un contadino senza istruzione alcuna, non c’è bisogno di una laurea di nessun tipo, è sotto gli occhi di tutti» (Giovanni Tiberio).
Tra i commenti si trovano anche suggerimenti per rimediare, per quanto è possibile, il danno estetico prodotto, magari con proposta di raccolta firme per lo smantellamento, facendo un “crowfunding” e affidare a una ditta la demolizione della pensilina prima di Natale. Altri suggeriscono di organizzare una delegazione di cittadini per chiedere spiegazioni e compartecipazione al Comune. In alternativa si esprima con forza almeno il disgusto dei cittadini, inviando delle mail o pec al Gabinetto del Sindaco.
Per concludere riferiamo questo appropriato commento di Alessandro Morelli: «Trovo assurdo che non sia stata fatta una comunicazione preventiva alla popolazione del progetto urbanistico in genere, delle infrastrutture che si intendevano riattivare. Sui pannelli di cantiere di questo obbrobrio non hanno messo neanche il rendering, per paura della reazione cittadina? Probabile».










