L’AQUILA – di Manuela Mazzola – Durante la presentazione del suo ultimo romanzo, Tieni lontana la notte, edito da Porto Seguro 2021, avvenuta il 24 giugno alla Domus Aurea di Roma, l’autore, Claudio Vannuccini, afferma che l’idea è nata ascoltando la canzone L’amore rubato di Luca Barbarossa e, in seguito, dalla notizia di una ragazza indiana violentata dal branco e poi uccisa.
Il romanzo, però, racconta principalmente la storia d’amore, delicata e controversa, tra due ragazzi, Mario e Alessandra e mette in evidenza il desiderio di ritrovare la fiducia nell’altro.
Spiega Vannuccini che Alessandra subisce la violenza di notte in un mercato rionale di Roma e che tutte le notti, inevitabilmente, rivive quel momento.
Dunque, dietro agli strani comportamenti della protagonista, si nascondono paura e perdita di fiducia nel genere umano. Tutti i suoi ideali, valori e convinzioni si sbriciolano sotto i suoi piedi e sotto il peso del trauma.
L’amore spezzato rompe tutte le certezze e i delicati equilibri della giovane donna: “Vittima del buio, piange l’iniquità di un tempo che le ha negato i sogni”.
Mario è un ragazzo semplice e sincero, bloccato dagli strani discorsi e comportamenti di Alessandra.
Le collere improvvise, le continue fughe e quei silenzi così pesanti in cui si nasconde l’inferno; tutto quello che non può essere detto s’insinua tra la vittima e il mondo esterno diventando un fardello doloroso che lacera chi lo sopporta.
La storia è ambientata nei quartieri della Città Eterna, descrivendo le abitudini dell’attuale gioventù romana; è uno spaccato della realtà giovanile, spesso annoiata dalla routine quotidiana che s’incontra nelle discoteche e nei locali dopo la scuola.
Anche in questo lavoro si riconosce lo stile del Vannuccini, ossia dinamicità e scorrevolezza del testo, dei dialoghi, grazie, inoltre, all’alternanza del passato e del presente nei capitoli. Il linguaggio utilizzato è moderno; i ragazzi descritti hanno tutti un soprannome, (Mollo, Roscio, Sarchio, Naso, Riccio etc) che mostra il senso di appartenenza a una determinata comunità. Mario e Alessandra e i loro amici si muovono con velocità all’interno della storia con i loro discorsi e problemi legati all’età. Corrono con le moto lungo le strade congestionate, vivendo l’attimo come fosse l’ultimo.
Non solo i protagonisti, ma anche tutti i personaggi minori che gli ruotano intorno, hanno una loro dignità, una descrizione e un loro posto, regalando alla storia una veste quasi corale.
Tra il passato e il presente si dipana la trama che coinvolge il lettore tenendolo con il fiato sospeso fino alla fine, per poi scoprire l’epilogo della difficile storia d’amore.
La sensibilità dello scrittore, anche in quest’ultimo lavoro, ci conduce in un universo scottante e delicato, ossia la violenza, che è un delitto contro la persona e che può avere conseguenze molto gravi sullo stato psico-fisico della vittima: dalla vergogna alla frustrazione fino alla depressione e al suicidio. La donna che la subisce spesso si sente una sopravvissuta poiché non potrà più tornare a essere quella che era come afferma Alessandra: “I miei sogni invece sono stati spezzati, stracciati e gettati via, cancellati in un momento, in un soffio di vento”.
Ma, come ha affermato lo scrittore, nel libro è presente, soprattutto il coraggio di affrontare la situazione e il coraggio di aprirsi con qualcuno che voglia e sappia ascoltare. Nella storia quel qualcuno è Mario che diventa la sua àncora. Senza il coraggio di parlare pochi riuscirebbero ad uscirne.
Claudio nasce a Roma nel 1963. Inizia a scrivere poesie negli anni Novanta, approdando poi al romanzo nel 2008 con Una Figlia di Nome Speranza, poi Terra Amara nel 2012.











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