
YANBU – Una prima tappa davvero impegnativa. Questo è stato il primo tratto cronometrato che ha messo alla frusta davvero tutti gli equipaggi di questa Dakar, chi più chi meno. La prova è partita ieri mattina sotto il sole e tutti gli equipaggi dopo 100 chilometri di trasferimento sono entrati in una prova speciale tritasassi, nel vero senso della parola.
Al traguardo, appena usciti dalla speciale Silvio e Tito Totani erano 36esimi, poi sono arrivati gli altri equipaggi e soprattutto sono arrivati cinque minuti di penalità per due speed limit – limite di velocità non rispettato – uno in speciale e uno in trasferimento, per i quali si sta attualmente discutendo.
Al momento i due aquilani sono 54esimi nella classifica mista di tappa, quella cioè che tiene conto di auto, ssv e camion, ma sono 44esimi in quella riservata a tutti i veicoli Ultimate, di tappa e di generale: se si guarda alla sola classifica dei due ruote motrici ovviamente la situazione cambia con il quarto posto, davanti addirittura al loro ‘professore’ Christian Lavieille che corre nel loro stesso team e che oggi ha chiuso alle loro spalle per poco più di tre minuti per un problema alle candele.
“Tutto a posto direi – esordisce Tito Totani, il copilota – questa prima giornata per noi era fondamentale perché dovevamo davvero capire il funzionamento dell’Optiumus, e in effetti siamo contenti perché ogni giorno impariamo qualche cosa. Il percorso era tosto, specialmente nei tratti di terreno duro, che non erano pochi. Quando si corre così forte sulle pietre e sul duro la vita all’interno dell’abitacolo si complica: tanti equipaggi hanno spaccato gomme e ruote, come previsto, ma noi siamo stati attenti”.
Una foratura però, è arrivata anche per i Totani: “In realtà abbiamo forato perché cercavamo una via alternativa – spiega Tito.- Abbiamo trovato i Land Rover ufficiali bloccati dentro uno oued e non era possibile passare, non c’era lo spazio. Non eravamo soli e così anche gli altri equipaggi come noi hanno cercato un passaggio alternativo a destra e a sinistra e quando lo abbiamo trovato ci siamo resi conto che riuscivamo a passare ma non agevolmente. Però ci siamo riusciti solo che proprio sugli ultimi metri abbiamo beccato un sasso”.
Giù dalla macchina e cambio gomma in tempi brevissimi prima di ripartire e raggiungere il traguardo. Una sosta al pit stop – che conta 4 minuti di tempo a disposizione per ogni equipaggio – giusto il tempo di farsi dare una nuova gomma di scorta e ripartire con le due previste dal regolamento.

“Siamo partiti tranquilli – ha ammesso il pilota, Silvio Totani – stiamo ancora prendendo le misure al nostro buggy e non vogliamo strafare, né tantomeno commettere errori. C’era tantissima polvere, in una giornata davvero caldissima, e nel primo tratto del settore selettivo abbiamo passato non più di 5 concorrenti che partivano davanti ma erano più lenti rispetto a noi. Il percorso era sinuoso e quando abbiamo trovato i Land Rover fermi ne abbiamo approfittato per liberarci di almeno altri 4 o 5 concorrenti, ma poi abbiamo forato e quindi ci sono ripassati davanti”.
Oggi la carovana della Dakar 2026 lascerà Yanbu, e probabilmente anche il caldo: si sale a nord, verso Al Ula con una tappa di 504 km di cui 400 di ps: 104 i chilometri di trasferimento iniziale con la prima macchina in partenza alle 8.10. E ancora sassi e terreno duro.











