
PESCARA – Cordoglio da più parti per la scomparsa di Giovanni Galeone a 84 anni. L’ex allenatore del Pescara, squadra con la quale ha vinto due campionati di serie B, era ricoverato all’ospedale di Udine da circa due mesi. Minuto di silenzio per lui anche a San Siro, prima dell’inizio di Milan -Roma. Sia Allegri che Gasperini, visibilmente commossi, sono stati due allievi di Galeone.
“Non serve essere tifosi, per essere tristi in queste ore. Oggi Pescara ha perso un pezzo importante della sua storia recente, e credo che non sia necessario essere un appassionato di calcio biancazzurro per provare un grande dispiacere per la morte di Giovanni Galeone. Il “profeta” è stato l’uomo delle grandi imprese calcistiche, perché con lui la nostra squadra ha vissuto il brivido di due promozioni in serie A, perché solo con lui il Pescara è riuscito a restare nella massima divisione. Con Galeone abbiamo visto, applaudito e vissuto dagli spalti partite memorabili, con lui il Pescara è riuscito a sfidare a testa alta anche le squadre più temibili, e non c’era avversario che lui temesse perché sapeva di poter vincere, come poi accadeva: con il grande mister a capo della squadra, il Pescara era sempre effervescente, sempre pronto all’attacco, sempre al massimo, spumeggiante e coinvolgente. Puntava costantemente oltre, identificandosi perfettamente con la nostra città che da sempre ha voluto crescere e migliorarsi e questo lo ha fatto entrare nei nostri cuori” ha dichiarato il sindaco di Pescara Carlo Masci.
“Non era nato a Pescara, è vero, ma questo era un dettaglio trascurabile perché ben presto il mister è diventato pescarese di adozione, uno di quelli che ha amato la città adriatica incondizionatamente, e il suo amore viscerale è stato ricambiato dai pescaresi con un trasporto mai visto per nessun altro nel mondo dello sport. Perché questa passione per la nostra Pescara, il suo sentirsi a casa, ha consentito a Galeone di entrare nel cuore di ognuno di noi” ha aggiunto.
“Nel suo mestiere mai facile era un grande, ed è stato il maestro di molti, ma c’è di più: i suoi modi schietti, diretti, profondamente umani, senza spocchia, il suo sorriso, la sua ironia, lo hanno reso unico e lo hanno fatto entrare nella storia di Pescara, senza se e senza ma. A Giovanni, che ho avuto l’onore di conoscere ai tempi di quel Pescara immenso, dico un grandissimo grazie, a nome della città, perché con lui abbiamo vissuto tutti il calcio più bello, un calcio champagne capace di emozionare, e perché ha lasciato un segno, è diventato un mito, entrando a pieno diritto tra gli indimenticabili. Sono certo che Pescara saprà ricordarlo degnamente, dandogli il giusto riconoscimento, un meritato tributo per tutto ciò che ci ha regalato, e faremo in modo che ciò accada” ha concluso Masci.
“La scomparsa di Giovanni Galeone ci addolora. È stato molto più di un allenatore: un uomo capace di lasciare un’impronta indelebile nella storia sportiva di Pescara e dell’Abruzzo. Il suo stile unico, la passione per il gioco e la capacità di ispirare hanno acceso generazioni di tifosi e reso grande una squadra e una città. Ci stringiamo con affetto ai familiari e a tutti coloro che oggi lo ricordano con gratitudine e commozione”. Cosi, i parlamentari abruzzesi di FdI, Guerino Testa, Etelwardo Sigismondi e Guido Liris.










