L’AQUILA – di Nando giammarini – Oggi, Mercoledì10 settembre 2025, si celebra in tutto il mondo la giornata mondiale per la prevenzione del suicidio (World Suicide Prevention Day) promossa dall’OMS. Parliamo di un fenomeno avvilente e distruttivo che si manifesta con pensieri negativi e ricorrenti concernenti lo stato d’animo di coloro che decidono di togliersi la vita.
Chissà cosa circola nei meandri delle loro menti quando arrivano a prendere la tragica decisione di farla finita. Generalmente sono persone deboli e disperate non in grado di apporre una reazione, anche energica, a fronte di un problema che ritengono più grande di loro. Ognuno dovrebbe accendere i riflettori su un simile problema di tale gravità avvolto dal silenzio, dal pregiudizio e troppe volte sottovalutato.
Alcuni genitori che hanno vissuto il dramma di perdere i propri figli s’impegnano con la scrittura di libri e tenendo incontri nelle scuole.In filosofia e in letteratura, questo drammatico problema che impatta direttamente nella psiche delle persone, viene citato svariate volte. Ad esempio per Seneca il suicidio è ammesso solo dopo che si sia compiuto il proprio dovere in vita, o quando questa non merita di essere vissuta, come atto finale di libertà, ricercato anche da lui stesso. Il Leopardi, contrariamente al filosofo, considera il suicidio come la cosa più mostruosa che esista in natura, nell’ambito della sua visione pessimistica edonistica e e letteraria. Franco Basaglia, padre della legge 180, scomparso 25 anni fa, cui si deve in gran parte l’abolizione degli ospedali pschiatrici considerava il suicidio una manifestazione della malattia mentale e un’espressione dell’esclusione sociale e della disumanizzazione dei pazienti psichiatrici. Il suo approccio convinto e “rivoluzionario” mirava a restituire dignità e autonomia alle persone, reintegrandole nella società attraverso il superamento dei manicomi e la creazione di servizi territoriali.
L’inizio di settembre segna il mese nazionale per la prevenzione del suicidio, oltre che la fine dell’estate. Un importante fattore protettivo e di sostegno per la prevenzione del suicidio è la connessione. Questo settembre, lo scriviamo con soddisfazione, comporta la campagna campagna “Here for You” (siamo qui per te), incentrata sull’importanza della connessione e del supporto reciproco. Essa consiste nella condivisione di ciò che si sa sulla prevenzione del suicidio ed in quale modo potersi adoperare al meglio per evitarlo. La stragrande maggioranza delle persone che pensano al suicidio non vuole davvero porre fine alla propria vita. Vogliono solo sollievo dall’intenso dolore emotivo che stanno vivendo e non vedono possibili alternative per risolvere il problema . Esse Vogliono semplicemente porre fine al dolore. La salute mentale e la prevenzione del suicidio sono più importanti ed impellenti che mai. Siamo una comunità forte e resiliente, unita nel nostro impegno per combattere il suicidio, aumentare la consapevolezza, educare le nostre comunità, sostenere coloro che hanno perso i propri cari e aiutare coloro che hanno vissuto esperienze fortemente negative. Uomini e donne di buona volontà debbono usare tutte le loro capacità e condividere le proprie storie per offrire speranza a persone in difficoltà: specialmente se sull’orlo del suicidio.
L’Oms informa, attraverso recenti statistiche, di una persona che si toglie la vita ogni 40 secondi, circa 700mila suicidi all’anno nel mondo. L’Italia con i suoi 3.748 casi di suicidio, almeno in questo, non è in cima alle classifiche e con il 5,6 morti per 100mila abitanti è addirittura sotto la media europea.Ma questo non vuol dire certo che dobbiamo abbassare la guardia poiché siamo fuori pericolo, anzi la generazione che ha vissuto il Covid è la più attanagliata dall’ansia, dalle crisi di panico e dalla depressione.
All’Ospedale Bambin Gesù di Roma tempo fa lanciarono l’allarme: nei due anni di pandemia si era registrato un 75% in più rispetto ai due anni precedenti di “giovanissimi” visitati al pronto soccorso per comportamenti suicidari. In una recente comunicazione dell’Unicef si legge che il suicidio è una delle quattro principali cause di morte tra i ragazzi in età compresa tra i 15 e i 29 anni e nel 2022 circa un individuo su sei tra i 10 e i 19 anni soffriva di un disturbo mentale diagnosticabile.
Quindi tempo da perdere non esiste. La scuola, la famiglia, gli amici le organizzazioni giovanili intervengano immediatamente a fronte di un comportamento anomalo di un ragazzo.










