L’AQUILA – di Massimo Alesii* – “Cari fratelli e care sorelle…Voi potete custodire il dono della misericordia perché conoscete cosa significa perdere tutto, veder crollare ciò che si è costruito, lasciare ciò che vi era più caro, sentire lo strappo dell’assenza di chi si è amato. Voi potete custodire la misericordia perché avete fatto l’esperienza della miseria.”.
E’ il brano centrale del testo dell’omelia di Papa Francesco letta di fronte ad una moltitudine di fedeli raccolti davanti alla Basilica di Santa Maria di Collemaggio in L’Aquila in occasione della sua visita Pastorale per la Perdonanza del 28 Agosto 2022. Una giornata che resterà nella storia della nuova Città dell’Aquila, descritta molto bene, fra i tanti che l’hanno seguita, da un uomo che della Perdonanza moderna ha visto la rinascita oltre 40 anni fa e la sua successiva graduale riaffermazione, Goffredo Palmerini, già amministratore e vice Sindaco dell’Aquila.
In “Santa Maria di Collemaggio-La Basilica del Perdono” (ed.Verdone) racconta di quella giornata tanto particolare per la Città dell’Aquila e per l’intera cristianità. E’ la chiusura di questo enciclopedico volume, voluto dall’Associazione Comitato Festa della Perdonanza Celestiniana UNESCO ICH, dal Comune dell’Aquila, dal MiBACT, dal Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco e dalla Deputazione di Storia Patria, frutto della professionalità di oltre 50 autori fra cui in particolare la curatrice Arch. Alessandra Vittorini, allora Soprintendente speciale per L’Aquila e il Cratere Sismico del MiBACT, lo studioso e Nunzio Apostolico S.E. Mons Orlando Antonini e lo storico Walter Capezzali, Presidente onorario della Deputazione di Storia Patria. Nel rileggerlo mi accorgo che risuona ancora nella nostra memoria di quella mattina a Collemaggio, il richiamo straordinario di Papa Francesco alla nostra esperienza di resilienza: “Ognuno nella vita, senza per forza vivere un terremoto, può, per così dire, fare esperienza di un “terremoto dell’anima”, che lo mette in contatto con la propria fragilità, i propri limiti, la propria miseria. In questa esperienza si può perdere tutto, ma si può anche imparare la vera umiltà. In tali circostanze ci si può lasciar incattivire dalla vita, oppure si può imparare la mitezza. Umiltà e mitezza, allora, sono le caratteristiche di chi ha il compito di custodire e testimoniare la misericordia”.
Custodi di un dolore che contiene il Perdono. A noi tutti Aquilani era noto che qui si fosse anticipato al mondo quel Giubileo che il successore di Pietro da Morrone, Papa Bonifacio VIII, avrebbe poi creato per Roma nell’anno 1300. Fu la grande rivoluzione di Papa Celestino V, attuata pochi mesi prima del suo più noto rifiuto papale e L’Aquila conserva da sempre il frutto di quel passaggio illuminato, quell’antica Bolla del Perdono, gelosamente custodita dalla Municipalità. Lo sapevamo per tradizione ma nessuno di noi avrebbe mai immaginato di ascoltare quel discorso da un Papa in Collemaggio vivendolo e soprattutto di leggere successivamente alla sua venuta nel suo vero e proprio testamento spirituale per il Giubileo della Speranza 2025 queste parole: “Mi piace pensare che un percorso di grazia, animato dalla spiritualità popolare, abbia preceduto l’indizione, nel 1300, del primo Giubileo. Non possiamo infatti dimenticare le varie forme attraverso cui la grazia del perdono si è riversata con abbondanza sul santo Popolo fedele di Dio. Ricordiamo, ad esempio, la grande “perdonanza” che San Celestino V volle concedere a quanti si recavano nella Basilica di Santa Maria di Collemaggio, a L’Aquila, nei giorni 28 e 29 agosto 1294, sei anni prima che Papa Bonifacio VIII istituisse l’Anno Santo. La Chiesa già sperimentava, dunque, la grazia giubilare della misericordia…. È bene che tale modalità “diffusa” di celebrazioni giubilari continui, così che la forza del perdono di Dio sostenga e accompagni il cammino delle comunità e delle persone”.
Siamo giunti alla 731esima edizione della Perdonanza Celestiniana. A questa “modalità diffusa” L’Aquila deve particolare attenzione, oltre che per spontanea e singolare devozione, operando con cura alla sua candidatura più alta: farsi carico dell’accoglienza del silenzioso dolore di ognuno, da qualsiasi parte del mondo provenga, della ricerca della mutua comprensione, della diffusione della luce del perdono. La Perdonanza dopo Francesco è un rinnovato lascito millenario per l’Aquila, l’Abruzzo, l’Umanità. E’ anzi un legato testamentario che rende indissolubile la nostra più antica Basilica Aquilana dalla sua alta funzione di Tempio del Perdono. Ce lo ha detto un Padre che abbiamo visto sbucare con un sorriso dalle nubi del terzo millennio a bordo di un elicottero in un giorno d’estate per consegnarci un grande messaggio di speranza. Con lui oggi possiamo dire “L’Aquila sia davvero capitale di perdono, capitale di pace e di riconciliazione”! E speriamo di esserne all’altezza.
*Decano dell’Associazione Comitato Festa della Perdonanza Celestiniana UNESCO ICH
Pubblicato nello speciale Perdonanza de IL CENTRO del 24 Agosto 2025.










