L’AQUILA – Ancora un evento culturale nelle bellissime e storiche location del Comune d Barete. Il 2 agosto scorso, nella suggestiva cornice di Palazzo Cionni, si è tenuta la presentazione del libro “Barete. Il mio Paese”, opera del baretano Francesco Giangrossi. Un evento sentito, partecipato e carico di emozione, che ha permesso a tutti i presenti di compiere un autentico viaggio nella memoria collettiva di una comunità.
Francesco ha voluto mettere nero su bianco i ricordi di un tempo che, pur nella sua semplicità, ha lasciato un’impronta profonda. Un tempo felice, vissuto con intensità e autenticità, che ha segnato la sua infanzia ma anche quella di tanti altri, in un intreccio di esperienze condivise. Il racconto si snoda attraverso i decenni che vanno dagli anni ’50 fino agli anni ’80: un arco temporale che coincide con i profondi mutamenti dell’Italia del dopoguerra, gli anni del cosiddetto “miracolo economico“, quando molte famiglie lasciarono i piccoli borghi per inseguire opportunità nelle grandi città.
Eppure, in quel tempo di trasformazione e modernizzazione, la quotidianità era ancora fatta di relazioni autentiche, di ritmi lenti e di un senso profondo di appartenenza alla comunità. Valori che oggi, forse, sentiamo spesso mancare. Nelle pagine del libro si respira una dolce nostalgia per un mondo che non c’è più, ma anche una forte volontà di conservarne la memoria, di trasformarla in un piccolo ma prezioso patrimonio condiviso.
Un dettaglio, più di ogni altro, colpisce e commuove: il titolo. “Barete. Il mio Paese”.
Quel “mio” non è soltanto una parola, ma una dichiarazione d’identità. È il segno di un legame che il tempo e la distanza non sono riusciti a spezzare. Sebbene viva da anni a Roma, Francesco continua a sentire Barete come casa, come radice. E proprio da questo sentimento nasce il libro: non una semplice raccolta di ricordi, né un’esercitazione narrativa, ma un autentico atto d’amore. Un omaggio profondo a un luogo che continua a vivere nei pensieri, nei racconti, nei piccoli gesti della quotidianità.
Nel libro si susseguono tanti aneddoti, piccoli frammenti di vita che parlano a tutti: il viaggio per tornare “a casa”, i personaggi memorabili del paese, le feste patronali, le abitudini, i riti collettivi. Ogni episodio è raccontato con una semplicità coinvolgente, capace di far riaffiorare ricordi, emozioni, immagini. È un libro che unisce, che fa sentire parte di una storia comune.
A rendere ancora più coinvolgente la presentazione sono stati gli interventi di Eleonora Scarsella, consigliera comunale, che ha saputo guidare il pubblico in un percorso delicato e intenso tra le pagine del libro, e del Sindaco Claudio Gregori, che ha impreziosito l’incontro con particolari inediti e riflessioni sul valore della memoria e del senso di comunità. La loro presenza ha rappresentato un chiaro segno dell’attenzione e della vicinanza dell’Amministrazione comunale a iniziative culturali che parlano al cuore della cittadinanza.
La serata si è conclusa con un lungo applauso e con la sensazione condivisa di aver preso parte a qualcosa di importante: non solo la presentazione di un libro, ma la riaffermazione di un’identità, di una storia comune, di un legame che unisce le generazioni e resiste al tempo.
















