L’AQUILA – di Nando Giammarini – Giugno è il mese che segna l ‘arrivo dell’estate, delle tanto agognate vacanze e, come di consueto, nel pieno rispetto di una tradizione ormai consolidata, la festa della Madonna del Monte che cade la quarta domenica di giugno. Essa è stata da sempre un forte richiamo oltre che per i Borbontini la cui ricorrenza è seconda solo agli eventi religiosi importanti dell’anno: il Natale e la Pasqua – anche per le genti dei paesi limitrofi che si recano al Santuario in segno di devozione e rispetto verso la Madre di tutti. Un posto molto bello e suggestivo con piante d’alto fusto dove il verde, l’ombra, l’aria pura ed il cielo di un blu intenso rendono molto accogliente il luogo che sembra quasi protetto da una parte da monte Cabbia e, sull’altro versante, dai monti della Laga.
La chiesa, imperterrita testimone di fede, il giorno della festa non riusciva a contenere la tantissima gente che era costretta ad assistere dal di fuori alla funzione religiosa. Quest’anno, purtoppo, per la prima volta dopo 55 anni sarò costretto a raggiungere il Santuario in macchina e non a piedi come da lunga tradizione, a causa di un lieve infortunio. Al contempo la situazione del Santuario è di estrema precarietà poiché è chiuso in seguito al terremoto di Amatrice del 2016 che lo rese inagibile. Siccome fede, tradizione e leggende del popolo sono legate alla chiesa ove dimorava, fino a prima del terremoto, la Madonna del Monte icona per eccellenza dell’adorazione nel cuore di ogni borbontino la cerimonia religiosa si tiene nel vicino Parco della Rimembranza luogo di ricordo e meditazione ove sono apposte delle lapidi in marmo dei Caduti di tutte le guerre.
Sono i figli di Borbona e nostri fratelli, ragazzi immolati nel fiore della gioventù per la salvezza della Patria cui l’Italia intera deve considerazione e rispetto poiché giovani dediti, con altruismo e generosità, al supremo bene comune fino all’estremo tributo della vita.
In questo giorno sembra che anche loro partecipino alla festa in quanto le tombe sono adornate da bandierine tricolori. Con una toccante cerimonia,vengono ricordati i Caduti e impartita loro la benedizione. Il popolo devoto in segno di riconoscenza si reca a fargli visita a prescindere se sia del posto o meno.
L’appuntamento per quelli di Cabbia era alle sei in punto alla Chiesola, una località fuori dal paese verso Cesaproba, da dove si partiva tutti insieme alla volta della Madonna del Monte che dista almeno tre ore di una camminata rilassante e salutare anche se faticosa. Ci sono stati anni belli e proficui dal punto di vista della partecipazione in cui si arrivava a gruppi di cinquanta persone tra grandi e piccoli anche se ultimamente è notevolmente ridotta se non quasi scomparsa.
Molto impegnativo e faticoso il primo tratto per giungere fino al Monte poiché tutta la strada è in salita e si fatica un po’ ma poi si procede molto meglio in quanto i muscoli si sono scaldati e le salite brusche sono finite. Arrivati in cima a”Vallacera”- con i piedi bagnati per aver attraversata la piana del Monte dove c è l’erba alta e al mattino è bagnata dalla rugiada – ti appare uno spettacolo naturale da lacrime agli occhi con la vallata in piena fioritura ravvivata dal canto dei grilli e degli uccelli, il verde intenso delle faggete che circoscrivono la zona le mandrie al pascolo allo stato brado un qualcosa di veramente eccezionale nella sua profonda bellezza. Uno splendido ricordo, vivo nella mia mente, fu quando nel 2003 portai in questo meraviglioso impatto con la natura i miei figli ed i miei nipoti allora piccoli.
Arrivati all’ultima salita oltre la quale si scorge quel posto di incantevole bellezza si sentiva la musica e le voci festanti della gente; eravamo proiettati in quel clima di serena allegria ed all’arrivo una forte e reale sensazione di pace interiore che unita al piacere di rivedere, sebbene dopo un anno, tanti amici conoscenti e qualche parente ti faceva star bene.
Altro momento fortemente coinvolgente l’incontro con la processione e lo sparo; il resto è cronaca di una bella giornata all’aria aperta portatrice di una sana folata di contentezza intenta a rafforzare le amicizie esistenti e crearne delle altre. Quest’anno una bella iniziativa di collaborazione tra Borbona e Cesaproba ha permesso la pulizia e lo sfalcio dell’erba dell’intero, sacro, comprensorio. Sensibilità, collaborazione e attaccamento al territorio sono i motivi cardini per mantenerlo vivo attraverso le nostre radici e le tradizioni che assumono il sapore di una rinnovata attualità.
Di seguito una poesia in onore della Madonna del Monte
Sui nostri monti
Passa sui nostri monti il vento
musica dell’anima
canto degli uccelli
grida festanti di bambini.
Sussurra sulle foglie tremule
tenere parole
mentre accarezzandole
scuote ogni cosa.
Incanto d’albe e tramonti
colorano maestose cime
pinete ombreggianti e riservate
come pensieri più puri.
Il sole filtra e riscalda
questa terra particolare
Che sa di vita
passata e…futura.
In questo incanto della natura
Lo sguardo si perde
In cotanto splendore
La Fontana placherà
L’ assurda della lontananza.
Attraverso montani sentieri
Che conducono a te
Ritroveremo sempre
Madonna del Monte
Pace, serenità e devozione!










