L’AQUILA – Non è improprio considerare la poesia come un qualcosa di intimo e personale; nei versi c’è sempre un aspetto interiore che necessariamente emerge. Chiara Parisse ci dona il suo testo “Perdersi e ritrovarsi d’amore”. Sono tante, dolci, delicate poesie che la raccontano. Sono versi potenti, profondi, a tratti sofferti; una sorta di testimonianza dell’anima.
Chiara si mostra senza paura, con le fragilità di una ragazza, ora donna. Non ha paura, si sente libera e si consegna alla sensibilità del lettore. Inizia il suo viaggio di vita e lo compie attraverso i suoi versi carichi di amore e sentimento. C’è l’urgenza, il bisogno di poggiare su carta parole interiori ricche di passione.
E questa urgenza si chiama, appunto, amore, il vero motore di ogni sentimento umano. L’amore appare, si esalta, è portatore di vita. Nei versi di Chiara l’amore offre e dona pienezza. Il testo si sviluppa con delle poesie che l’autrice associa a periodi particolari della sua vita: Amore, Incertezza, Speranza, Di viaggi e di Parigi, Luoghi sicuri. Sono tappe, istanti essenziali del suo vissuto, capitoli del cuore, sguardi verso il futuro. Soprattutto sono versi salvifici, momenti catartici che palesano l’anima di Chiara aiutandola a vivere il suo percorso esistenziale.
L’autrice ci conduce nel suo personalissimo viaggio poetico. Nelle poesie iniziali, “Amore”, troveremo i versi più vivi e sentiti. tutto gira intorno al più nobile dei sentimenti. C’è il cuore di Chiara, la libertà di esprimere e gridare tutto il suo amore. Gli abbracci, i gesti, i silenzi, i sorrisi, gli sguardi, diventano espressioni emotive cariche di sentimento. “Amore” è anche desiderare di fermare il tempo per rendere eterno, immortale, il tempo vissuto.
Poi Chiara ci conduce nelle liriche dell’Incertezza. Ci sono le paure, le solitudini, i dubbi, la voglia di nascondersi, i silenzi espressivi di parole smarrite. I versi si fanno sofferenza nello smarrimento di un percorso di vita e nella dimenticanza della bellezza. Ci si sente come fiori speciali che attendono di essere recisi, vite appesantite da gravose zavorre. Le lacrime diventano rifugio e protezione dell’anima.
In una potenziale Speranza, l’autrice si apre alla rinascita, al sogno di una vita ritrovata. È l’IO ad essere al centro di una sublime ispirazione poetica. Tornano le parole, le emozioni, il futuro, la felicità, le risposte. Ci si senti vivi con un cuore pronto a dettare i battiti di un nuovo tempo.
Ci sono anche le poesie del Viaggio. Tra persone apparentemente diverse, ma figlie dello stesso mondo, Chiara manifesta un amore particolare per Parigi. I viaggi, forse, mantengono vivi anche i ricordi sbugiardando gli addii inevitabili. Amando i luoghi si dà valore al tempo per avere sempre l’opportunità di sentirsi vivi interiormente.
I versi dedicati ai Luoghi sicuri esprimono il momento dell’approdo, le certezze, i punti fermi, la famiglia. E come tornare da un lungo viaggio intimo, dopo aver navigato tra le pareti del cuore. È il destino dei grandi viaggiatori, anche di quelli dell’anima. Si ritorna alla terra natia, alle verità, in una sorta di viaggio “capovolto” dove, forse, la vera bellezza sta proprio nel saper vivere la strada del ritorno. Chiara ritrova la bellezza della sua città, le cose che ama, gli affetti familiari più dolci. Entriamo certamente nella parte più sincera ed in grado di esprimere i sentimenti profondi.
Nell’uscire dalle dolci liriche dell’autrice, vi sentirete di essere stati compagni di un lungo viaggio. In un delicato percorso di vita avrete scoperto la profonda sensibilità di una giovane poetessa capace di deliziarci con i suoi versi semplici ed evocativi.
Chiara Alberta Parisse è nata a L’Aquila, laureata in giurisprudenza a Trento e attualmente dottoranda in Scienze Politiche presso l’Università di Teramo. È appassionata di temi sociali, diritti umani e studi di genere, infatti sta conducendo un progetto di ricerca sui discorsi d’odio di genere nel digitale. Ha condotto due periodi di studio all’estero; qui si è innamorata dell’ambiente internazionale. Da sempre ama leggere e scrivere, ma inizia a farlo “ufficialmente” dal 2009, l’anno del terremoto aquilano. In quei giorni particolari e dolorosi volle portare con sé un diario. Così ha realizzato un diario per il terremoto, mai pubblicato. Da allora non ha mai smesso di scrivere, senza mostrare a nessuno ciò che scriveva. Decide di mettersi in gioco nel 2021. Partecipa a diversi concorsi ed ottiene delle pubblicazioni con alcune poesie e racconti. Ha ricevuto inoltre alcune menzioni d’onore ed è risultata finalista in importanti concorsi.










