L’AQUILA – Si è tenuta ieri, nell’auditorium della Cgil, l’assemblea aperta di comprensorio del Partito democratico dell’Aquila, convocata da Stefano Albano, segretario provinciale dem, e Nello Avellani, segretario del PD L’Aquila.
La sala ha ribadito l’adesione del partito al presidio di mobilitazione indetto da Cgil, Cisl, Uil e Ugl per giovedì 3 aprile, alle ore 14 davanti a Palazzo dell’Emiciclo, nel giorno in cui il Consiglio regionale discuterà la rimodulazione Irpef voluta dal presidente Marsilio e dalla sua Giunta per mettere una pezza al buco nei conti del sistema sanitario regionale, generato dalla mala gestione della destra al governo dell’Abruzzo.
“Una voragine di oltre 180 milioni di euro – dicono Albano e Avellani -, confermata ieri in Commissione, tenuta nascosta da Marsilio e Verì in campagna elettorale e che, oggi, rischia di far ripiombare la nostra Regione nel buco nero del commissariamento. Ciò a fronte di una sanità sfasciata dalla incapacità programmatoria e gestionale, così come certificato dal ministero della Sanità che relega l’Abruzzo al quartultimo poto delle regioni d’Italia per qualità delle cure.
Un vero e proprio fallimento, se è vero, e l’ha messo nero su bianco il Ministero dell’Economia, che la destra romana di Marsilio aveva ereditato una sanità completamente risanata dall’azione politica dell’allora giunta di centrosinistra.
Un fallimento che si traduce, ogni giorno, nella negazione del diritto alla salute per le cittadine e i cittadini abruzzesi, costretti a rivolgersi ai privati o ad andare fuori Regione per curarsi, con migliaia di persone che, ormai, rinunciano alle cure. E dinanzi a liste d’attesa insostenibili, ad una rete ospedaliera inefficace a garantire servizi di qualità nonostante la grande professionalità dei medici e del personale sanitario, allo smantellamento della sanità territoriale, ad una edilizia al collasso, all’assenza di investimenti sul personale e sui macchinari, persino al mancato acquisto di presidi medici salvavita, Marsilio, Verì e le forze politiche di destra intendono vessare cittadine e cittadini con un ulteriore, inaccettabile, incremento delle tasse, già ai massimi da anni per ripianare i debiti sanitari.”
“Una decisione inaccettabile – attaccano i due Segretari – , ingiusta e ingiustificata, se è vero che l’attuale gettito delle addizionali regionali viene utilizzato solo in piccola parte per finanziare la sanità mentre la restante parte delle risorse prelevate dalle tasche degli abruzzesi viene spesa in mance e mancette, sagre e festival, eventi culturali e sportivi – fino al paradosso di investire milioni e milioni di euro per il ritiro del Napoli calcio a Castel di Sangro – che servono ad alimentare la macchina della propaganda di una destra irresponsabile, incapace di programmazione e vigliacca.
In questi anni, la destra ha sperperato milioni di euro, ha sfasciato la sanità e ora prova a mettere le mani nelle tasche dei cittadini e delle cittadine vittime della loro incapacità, in un momento già difficile per la critica congiuntura economica. Più tasse e meno servizi: questo è il risultato di 6 anni di governo di Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia in Abruzzo.
Ci vorrebbe un sussulto di dignità, Marsilio e Verì dovrebbero dimettersi immediatamente, e con loro i manager delle Asl abruzzesi; i consoli romani inviati in Abruzzo da Giorgia Meloni dovrebbero tornarsene a casa.”
“E se non lo capiscono da soli, lo ribadiremo giovedì 3 aprile in piazza, con i sindacati, le forze politiche democratiche e progressiste, le associazioni, le cittadine e i cittadini che invitiamo a mobilitarsi con noi, ad esserci, a portare cartelli e fischietti per far sentire tutta la nostra rabbia e indignazione nel giorno in cui i consiglieri regionali del Pd e del Patto per l’Abruzzo si batteranno, come stanno facendo in questi giorni, per respingere una manovra ingiusta e fallimentare” – concludono.










