L’AQUILA – “Nella giornata di ieri 20 Marzo in Commissione di Vigilanza della Regione Abruzzo, abbiamo rappresentato ai massimi dirigenti della ASL1 presenti, le molteplici segnalazioni che stiamo raccogliendo presso i nostri sportelli di L’Aquila e Sulmona. La maggior parte fanno riferimento alla mancaza di dati oggettivi per dimostrare l’avvenuta disdetta di prestazioni prenotate, ma anche di prenotazioni non effettuate, utenti che se pur recatesi all’appuntamento non hanno ricevuto la prestazione e il personale della ASL1 non ha comunicato agli uffici competenti e appuntamenti sposati d’ufficio dalla ASL1 e regolarmente fruiti o addirittura ancora da fruire.”
E’ quanto riportato in una nota del Tribunale per i diritti del Malato di L’Aquila e Sulmona di Cittadinanza Attiva.
“La prassi ancora in essere presso la ASL1 – si legge nella nota – è quella di poter disdire gli appuntamenti telefonando al CUP o recandosi presso gli sportelli, ma non viene rilasciata alcun documento, per cui l’utente in buona fede ritiene di aver assolto al proprio dovere, ma dopo 10 anni vedrà recapitarsi un avviso di pagamento senza poter in nessun modo dimostrare il contrario.
Ci troviamo di fronte un muro burocratico in cui gli unici vessati sono gli utenti che hanno ricevuto degli avvisi senza avere alcuna possibilità di difesa.
L’impressione è quella che la ASL1 ritiene tutti gli utenti colpevoli a prescindere senza neanche mettere in discussione il proprio operato, ma c’è ancora oggi la mancanza della Carta dei Servizi che serve, appunto, a garantire i cittadini e le cittadine per i servizi sanitari e sociosanitari pone la ASL1 e di un regolamento per la prescrizione, prenotazione, gestione agende e liste di attesa, a differenza di altre ASL che, anche qui in Abruzzo, hanno invece provveduto a redigerlo.”
“Apprendiamo solo oggi – si legge ancora nella nota – che c’è un unico sportello fisico ove poter recarsi per i reclami, sito presso la sede della ASL1 in Via Avezzano ove presente un funzionario a disposizione di circa 67.000 utenti che non hanno pagato l’avviso alla ricerca del modo per poter veder riconosciuti i propri diritti.
All’osservazione su possibili errori e/o inesattezze a seguito dei dati presumibilmente persi a seguito dell’hackeraggio, purtroppo non abbiamo avuto alcun riscontro e siamo comunque in attesa della risposta al nostro accesso civico in cui abbiamo chiesto le procedure aziendali adottate per il reperimento delle informazioni rispetto alla mancata presentazione da parte degli utenti o la mancanza di preannuncio alla fruizione, alle prestazioni prenotate; per la riduzione degli errori dovuti all’hackeraggio del 2023 per il quale sappiamo che molti dati sono stati persi; la modalità di individuazione del mancato pagamento di prestazioni erogate in regime di Pronto Soccorso.”
“Il direttore della ASL1 ha detto che saranno aperti ulteriori sportelli fisici a Sulmona e Avezzano e che saranno prese in considerazioni tutte le dimostranze che arriveranno, peccato che tale apertura dichiarata e disponibilità apparente arriva solo quando la ASL1 ha incassato oltre 2.500.000,00 DUE MILIONI E MEZZO di euro, possiamo stimare che hanno pagato oltre 83.000 utenti, a fronte di un piano di recupero stimato di 4.500.000,00 QUATTRO MILIONI E MEZZO di euro quindi oltre la metà di quanto preventivato. Gli sportelli del restano a disposizione per tutti gli utenti.” – conclude la nota.










