L’AQUILA – di Nando Giammarini – Una serie, infinita, di problemi si sono abbattuti sulla Rsa di Monterele – fiore all’occhiello per l’intero territorio comunale e volano economico della zona, con 40 dipendenti , 60 ospiti e l’indotto che ne deriva – che a distanza di otto anni dal terremoto del 2017 che le provoco danno di tipo “B” resta ancora chiusa. Un vero schiaffo al territorio ed un attacco frontale agli ospiti trasferiti all’ex Onpi in spazi non idonei alle loro condizioni di fragilità oltre che alla lontananza dei loro cari.
Per dovere di cronaca ricordiamo che in seguito alla manifestazione dell’Emiciclo tentasi lo scorso 16 gennaio in cui furono auditi dalla Commissione Regionale di Vigilanza il sindaco di Montereale Massimiliano Giorgi e il segretario provinciale della FP CGIL Francesco Marrelli, venne decisa una visita ispettiva alla struttura da tenersi sabato 25 gennaio. Puntualmente alle 10.30 arrivarono le autorità, accolti da tanta gente rispettosa e pacifica, che dovevano visionarla per rendersi conto di persona della situazione ma, ironia della sorte nottetempo, cosa di inaudita gravita, erano stati sostituiti i lucchetti per cui non poterono entrare.
Lo avevo già scritto, e lo ripeto a chiare note, fu un gesto ed un atto ingiustificabile, una presa in giro di un intero territorio che pur in mezzo a mille difficoltà cerca di sostenere le persone più fragili ed indifese. I lavori sono comunque bloccati dal giugno 2024 a seguito di braccio di ferro tra le imprese e l’Azienda sanitaria guidata dal manager Ferdinando Romano. Ed alla fine, il 23 gennaio scorso, è arrivata come un fulmine a ciel sereno la revoca in danno della commessa, con le imprese hanno presentato un esposto alla Procura. Come atto conseguente ha portato all’apertura di indagini coordinate dal sostituito procuratore Roberta D’Avolio, con un blitz della Guardia di finanza negli uffici Asl aquilana che ha provveduto al sequestro di tutte le carte inerenti l’operazione. L’inchiesta, nel cui merito non vogliamo entrare, farà il suo normale decorso, una cosa ci teniamo a dirla: si faccia presto. L’Alto Aterno ha necessità impellente della propria RSA.
Su quest’annosa questione abbiamo sentito il sindaco Giorgi che ci ha detto: “La questione Rsa è un pasticcio da cui occorre uscirne presto, e una strada ci potrebbe essere, come ho già spiegato nella V Commissione Sanità e nella Commissione Vigilanza del Consiglio regionale, dove sono stato audito, ed anche nel corso del Consiglio comunale straordinario qui a Montereale, ho suggerito la possibilità di avvalersi di un ‘soccorso istruttorio’, con il coinvolgimento dell’Ufficio speciale ricostruzione 2016, competente per il cratere sismico abruzzese, perché non ci dimentichiamo che la Rsa è stata resa inagibile dal sisma 2016-2017. La ricostruzione fu considerata dall’allora commissario straordinario opera prioritaria e strategica”.
Al momento la situazione è di stallo essendo in atto la rescissione della contratto alla ASL, stazione appaltante, quindi si prevedono tempi lunghi che il territorio non è in grado di sopportare. Per questo il sindaco ha chiesto la riapertura del cantiere come disciplinato dall’ Art. 108 del decreto legislativo 50. Del resto, stando ad alcune stime, se esso ripartisse a ritmo serrato con turni lavorativi h 24 entro un paio di mesi si potrebbe arrivare alla riapertura del fiore all’occhiello dell’Alta Valle dell’Aterno. Ne usufruirebbero in primis i nostri anziani che dopo una vita di lavoro meritano il giusto ed assistito riposo. In conclusione l’imperativo, per tutti, deve essere: Fare Presto!










