L’AQUILA – “Non c’è stata sospensione didattica ma solo un lieve ritardo dovuto anche a motivazioni di bilancio che bisogna approvare prima di affrontare spese quali i contratti di docenza. Oggi tutte le discipline del corso di Musiche Tradizionali sono state coperte dai nuovi docenti e i corsi si stanno svolgendo regolarmente”.
Così il Direttore del Conservatorio “A. Casella” dell’Aquila Claudio Di Massimantonio torna sulla vicenda della presunta sospensione del Corso di Musiche Tradizionali per il mancato rinnovo dei contratti dei docenti.
“Come Direttore di un’istituzione pubblica – continua Di Massimantonio – uno dei compiti principali è proprio quello di tutelare l’economia dello stato, assicurando che le risorse pubbliche vengano gestite in modo efficiente, trasparente e responsabile. C’è una legge, n. 160/2019 c.284, che mi impedisce di stipulare contratti di lavoro oltre i tre rinnovi. I Docenti che hanno animato la protesta si trovano purtroppo tutti nella condizione di aver raggiunto il numero massimo di rinnovi. Sono dispiaciuto anch’io e comprendo la loro amarezza, in questo quadriennio hanno dimostrato dedizione e capacità per il loro lavoro portando la comunità studentesca a risultati apprezzabili, ma sicuramente non di meno i nuovi docenti, attinti dalla stessa comparativa d’istituto basata su criteri di merito e formazione, contribuiranno alla crescita di questo giovane corso”.
Una vicenda spiacevole per tutti e soprattutto per il buon nome dell’istituzione di alta formazione musicale aquilana ma la gestione delle risorse pubbliche deve essere trasparente, con report e bilanci chiari, per garantire che i cittadini possano controllare e valutare l’operato delle istituzioni.L’aderenza a leggi e regolamenti nazionali e internazionali è essenziale, non solo per evitare sanzioni legali, ma anche per tutelare la stabilità economica dell’intero sistema.
“Ho voluto io, cinque anni fa – prosegue il Direttore – chiedere al ministero l’attivazione del Corso di Musiche Tradizionali con indirizzo vocale/strumentale, per accogliere più strumenti possibili, ciò riflette la mia visione di valorizzare e preservare il patrimonio culturale del territorio, un aspetto molto importante per una comunità. La musica tradizionale è infatti un elemento fondamentale per la memoria storica di un popolo e per il suo sviluppo culturale. Inoltre, un corso di questo tipo può avere anche implicazioni economiche positive, come il rafforzamento del turismo culturale, la promozione della diversità culturale e il sostegno all’industria musicale locale. La musica tradizionale – conclude Di Massimantonio – rappresenta un legame forte con le radici storiche e culturali di una comunità, e il corso potrebbe favorire la conservazione e la trasmissione di queste tradizioni alle nuove generazioni, il suo apprendimento potrebbe anche aprire a nuove carriere per i partecipanti, come musicisti, insegnanti o ricercatori, con un impatto positivo sulle professioni culturali.










