L’AQUILA – Sabato 8 gennaio alle ore 18.00, al TeatroZeta di Monticchio “Cinque Minuti”, lo spettacolo sull’attesa che cambia il destino.
Quanto dura, in media, un provino? Cinque minuti. A volte una vita.
Chiunque abbia mai sostenuto un’audizione, un colloquio di lavoro o un provino per una parte a teatro sa bene cosa significhi quel “tempo sospeso”.
È l’attimo in cui la realtà si cristallizza e tutto si gioca in pochi istanti, come davanti a una sliding door che potrebbe aprire le porte del successo o dell’ennesima delusione. Prepararsi davanti a uno specchio, registrarsi con una telecamera, postare l’attesa e poi affrontare il verdetto: ce l’ho fatta? Oppure no?
Ma cosa accadrebbe se non ci si riprendesse più? Se l’attesa diventasse essa stessa una condizione esistenziale?
Lo Spettacolo
In scena, cinque sedie. Una stanza. Un uomo entra: è lì per un provino, ripassa il copione, aspetta un’amica che dovrebbe aiutarlo, ma che non arriva. Poco dopo, entra una donna. È spaesata, silenziosa, apparentemente estranea a tutto. Lui prova a coinvolgerla, a parlarle. Lei resiste. Poi cede.
Si raccontano, si incoraggiano, ridono insieme. E alla fine, decidono di andarsene, senza nemmeno fare il provino. Ma prima, sfogano la rabbia, urlano contro quel silenzio assordante, contro chi li ha lasciati lì ad aspettare senza mai palesarsi. Ricominciare insieme? Potrebbe funzionare. O forse no.
Note di Regia
L’idea alla base dello spettacolo nasce dalla riflessione su come la vita sia un continuo stato di attesa: un provino, un colloquio, un’opportunità che potrebbe non arrivare mai. Attraverso le esperienze tragicomiche di chi vive di sogni e aspirazioni, il racconto si amplia fino a diventare una metafora della condizione umana, una sorta di purgatorio esistenziale in cui si aspetta, sempre, di sapere quale sarà la “destinazione finale”.
Aroldo e Vera, i due protagonisti, si riscoprono mentre cercano di capire cosa è rimasto dei loro sogni, quali ferite hanno dovuto sopportare e se sono ancora capaci di crederci. Quella stanza diventa il simbolo di una vita che li mette alla prova, che li invita a tentare ancora, a ricominciare o a lasciarsi andare.
Ma poi arriva la domanda più importante: bastano davvero quei cinque minuti per cambiare tutto?
Testo e Regia di Mario Mascitelli.
Una storia intensa, ironica e amara, che parla di noi, delle nostre attese e di quei cinque minuti che, a volte, valgono un’intera esistenza.










