L’AQUILA – di Nando Giammarini – Sono trascorsi 8, lunghissimi, anni dal sisma del 18 genniao 2017 e la RSA di Montereale – fiore all’occhiello di tutto l’Alto Aterno e delle Regioni limitrofe, penso ad esempio alla vicina Amatrice nel Lazio reatino – e ci troviamo ancora privati di una struttura fondamentale per gli anziani quindi le persone più fragili e bisognose di aiuto.
Doveroso ricordare che da quando il Sindaco Massimiliano Giorgi, in piena emergenza neve e terremoto d’accordo con l’allora direttore Asl, Rinaldo Tordera firmò l’ordinanza di evacuazione nell’intento di salvaguardare sia l’incolumità dei degenti che del personale, e difendere i posti di lavoro si sono fatte solo delle inutili chiacchiere che non hanno prodotto alcun risultato. Si è proceduto con pressapochismo e colpi di scena come quello del 21 gennaio 2020 in cui il manager, Roberto Testa, bloccò l’assegnazione della commessa al vincitore a causa della lievitazione dei costi e per altre problematiche.
Ad onor del vero molti cittadini da noi interpellati, circa questo problema ci hanno detto di temere che la nostra RSA non venga mai ristrutturata ne restituita al territorio. E questo è di una gravità inaudita poichè quando c’é una caduta di fiducia il peggio deve ancora venire. La nostra RSA aveva una capienza, preziosa, di 60 posti letto ed una forza lavoro di 40 dipendenti tra medici infermieri e OSS che si prodigavano, con saggezza, umanità e spirito di servizio per alleviare dolori, sofferenze e solitudine. Ad otto anni dal sisma Montereale e tutto il territorio dell’Alto Aterno si trovano infatti ancora privati di una struttura fondamentale per gli anziani che inizialmente furono trasferiti dapprima a Villa Dorotea e, successivamente, all’ex Onpi ove ancora si trovano. Si è privato Montereale di un volano per l’economia locale in questi tempi di crisi economica galoppante e di una struttura importante per il sistema socio – sanitario che priva la Comunità di una struttura importantissima e di un servizio essenziale.
Ieri mattina sostenuti da tanti cittadini dell’Alta Valle dell’ Aterno, di ben i 8 sindaci, alcuni operatori della RSA e la Cgil della provincia dell’Aquila, riunitisi in un sit-in davanti all’Emiciclo si è riunita la Commissione di Vigilanza regionale, per far luce sulla situazione di stallo in cui versa la RSA Monterealese. Sono stati sentiti il segretario provinciale della CGIL Francesco Marrelli,il direttore amministrativo della Asl Stefano di Rocco, e l’Ingegnere Mauro Antonello Tursini anch’egli della Asl ed, ovviamente, il Sindaco di Montereale Massimiliano Giorgi. Il presidente della commissione, Sandro Mariani, ha promesso una visita ispettiva la prossima settimana.
I sindaci hanno convenuto su una richiesta di commissariamento se la situazione non dovesse cambiare. Grintoso ed accorato l’intervento del Sindaco Giorgi che, a fronte del contenzioso creatosi tra Asl e ditta appaltatrice, ha chiesto di tenere ben distinti e separati i due canali altrimenti non se ne esce più. Egli è arrivato a dire, ai commissari, che in quel territorio sono stati spesi in 4 anni 100 milioni di euro per la SS260 e non si riesce sistemare un edificio B di una struttura d’importanza basilare per il suo territorio. Presente il consigliere regionale del Pd, Pierpaolo Pietrucci originario di Cesaproba di Montereale, che parlando di responsabilità di ASL e Regione, ha condiviso le preoccupazioni del Sindaco. Egli ha portato sostegno e solidarietà al suo territorio d’origine sentendosi vicino a chi, dopo 8 anni, si vede negato un diritto. Sia ben chiaro a tutti non si arretrerà di un passo pur se animati da profondo rispetto per le regole del vivere civile sulla questione RSA. I cittadini dell’Alta Valle dell’Aterno sono pronti alle barricate. La RSA deve tornare, quanto prima, a Montereale.










