L’AQUILA – di Nando Giammarini – Accogliere significa aiutare, sostenere, proteggere persone in difficoltà cercando per quanto possibile di dare delle risposte alle loro impellenti necessità. A quel grido di aiuto. Soprattutto se parliamo di famiglie di poveri migranti con bambini piccoli che non conoscono e non comprendono la nostra lingua. Oserei dire che accogliere è una questione di umanità e solidarietà. La storia delle popolazioni, anche le nostre, è piena di eventi migratori fin dagli inizi del secolo scorso.
Il 3 ottobre di ogni anno si celebra una data che viene ricordata con forza per richiamare alla memoria e commemorare tutte le vittime dell’immigrazione promuovendo iniziative di sensibilizzazione e solidarietà. Essa è stata istituita ufficialmente nel 2016, con l’approvazione della legge 45, in seguito al tragico naufragio in cui il 3 ottobre del 2013 al largo dell’isola di Lampedusa persero la vita 368 persone. Erano donne, bambini ed uomini che cercavano di raggiungere l’Europa nel disperato tentativo di trovare sicurezza. L’OIM (International Organization for Migration), dopo il naufragio del 3 ottobre ha avviato il progetto Missing Migrants per documentare tutti i casi di migranti morti o dispersi nel mondo, ha verificato che dal 2014 ad oggi sono oltre 30 mila coloro che risultano deceduti o dispersi nel Mediterraneo. Una vera e propria strage degli innocenti cui tutti abbiamo il dovere morale d’ intervenire nel tentativo di salvare vite umane.
Questa giornata serve ad onorare la memoria di coloro che hanno perso la vita nel tentativo di attraversare il Mare nostrum, com’era definito anticamente, per cercare una migliore qualità della vita. La Giornata della Memoria e dell’Accoglienza prevede anche iniziative di sensibilizzazione, attività culturali celebrazioni e molto altro. Anche quest’anno ha partecipato alle attività organizzate dal Comitato Comitato 3 ottobre a Lampedusa, che contemplano laboratori per studenti italiani e stranieri, e una tavola rotonda sull’esternalizzazione dei confini e violenze sulle persone migranti, Save the Cildren, con un intervento di Antonella Inverno, Responsabile Ricerca, Analisi e Formazione. Nel corso del 2024 sono giunte in Italia via mare 48.646 persone rifugiate e migranti per sfuggire alla guerra, povertà e sofferenze di ogni genere, di cui 5.542 minori stranieri non accompagnati. A rendere omaggio alla giornata della Memoria e dell’Accoglienza a Lampedusa in ricordo del naufragio in cui morirono 368 migranti il 3 ottobre 2013, per il secondo anno consecutivo, un viaggio didattico in rappresentanza di Roma Capitale, cui hanno partecipato il Presidente della commissione Giubileo, l’onnipresente Dario Nanni, di origini abruzzesi, gli assessori Miguel Gotor e Claudia Pratelli, le consigliere Carla Consuelo Fermariello e Tiziana Biolghini, il consigliere Maurizio Politi, gli assessori municipali Andrea Morelli, Domenico Rossi, Claudia Salerno e Francesca Vetrugno, i ragazzi e le ragazze delle scuole Poggiali Spizzichino e Octavia e le loro insegnanti.
Sono state giornate cariche di emozioni, riflessioni e memoria per ricordare le vittime delle migrazioni nel Mediterraneo. Questo il commento di Nanni affidato ad un post fb: ”Un viaggio di pochi giorni ma a intenso tra racconti, ricordi, colori, parole. Tanti incontri, attività di laboratorio, opportunità di confronto e di condivisione per tutti, ma soprattutto per i ragazzi. Un’esperienza formativa per loro, una grande possibilità per ascoltare, osservare, confrontarsi con vicende di stretta attualità, per alimentare le proprie idee e le proprie ragioni.
E poi Lampedusa, li al centro del Mediterraneo, con la sua bellezza e le sue contraddizioni. Gli sbarchi quotidiani, anche in quei giorni, il mare che troppo spesso è dolore”.
E’ stata un’opportunità di riflettere sull’importanza di accogliere, proteggere e rispettare la dignità di ogni essere umano che ci ricorda quanto ancora ci sia da fare per costruire un mondo migliore. Più giusto e solidale. Con particolare sguardo volto a garantire i diritti fondamentali di tutti i minori.










