Il 24 settembre 2024, a Roma, l’opera artistica di Angelo Maria Riocci è stata presentata da Vittorio Sgarbi come una “continuità di ricerca fra tradizione e innovazione”, il noto critico d’arte ha narrato il ricco percorso creativo dell’artista, inserito anche nel volume “I Narratori del nostro tempo” commentati dal prof. Sgarbi.
Nel Centro Congressi Roma Eventi di Piazza di Spagna ha avuto luogo la presentazione del libro, alla presenza dell’ideatrice e curatrice del progetto Leonarda Zappulla e dell’Editore Sandro Serradifalco, Presidente della Fondazione Effetto Arte.
“C’e una grande storia a San Panfilo d’Ocre, le chiese hanno affreschi del ‘300 e ‘400 di grande rilievo e sicuramente hanno influenzato la ricerca artistica e acceso la fantasia di Angelo Maria Riocci, che appunto a San Panfilo d’Ocre è nato e che ha mantenuto fresca la sua visione anche avendo raggiunto gli ottant’anni. Ottant’anni di ricerca artistica da autodidatta, intagliando legno, intagliando immagini sacre, rappresentando i riferimenti simbolici della grande civiltà cristiana. Lui ha una fantasia istintiva necessaria che lo porta a rappresentare dei paesaggi, che sono paesaggi onirici, e contemporaneamente a sentire la realtà profonda della religione cristiana che si può sentire in Abruzzo. Quindi il Cristo in croce viene sintetizzato attraverso un processo artigianale molto sofisticato, che richiama i crocifissi del ‘200 e del ‘300, i suoi paesaggi invece sono come flussi della coscienza, in cui entra ciò che lui ha vissuto e che ha sentito nella sua infanzia, con la capacità di mettere insieme l’idea di un vulcano inventato, e un flusso come in un fiume di fiori e di oggetti di un mondo che è quello del suo sogno. La sua ricerca, nella pittura e nella scultura, è quella di una continua meraviglia davanti al mondo in cui Dio è presente, in cui c’è una profonda spiritualità. L’apparizione della Vergine, o la testimonianza di umanità profonda di Cristo, sono temi religiosi che lui ha affrontato. La sua ricerca, che è ricca di impegno artigianale molto sofisticato, con un’attività che viene dall’intaglio del legno soprattutto o di blocchi di pietra, lo porta ad essere un artista che sente la tradizione come necessaria per rappresentare la sua visione che continua ad essere eternamente fresca, eternamente giovane” prof. Vittorio Sgarbi.










