L’AQUILA – “Oggi, 12 Settembre 2024 è il primo giorno di lezione in molte scuole della nostra provincia. L’inizio del nuovo anno vede ancora irrisolti i nodi di un sistema scolastico che è ormai specchio di un paese che ha smarrito il dettato costituzionale.”
Inizia così una nota sulla situazione delle strutture scolastiche di Miriam Anna Del Biondo della Segretaria Generale Flc Cgil della Provincia dell’Aquila.
“Nella nostra provincia – continua Del Biondo – , in particolare nel Comune dell’Aquila, per il sedicesimo anno scolastico oltre 3500 bambini e bambine, ragazzi e ragazze, tornano negli ormai perenni MUSP post sismici, pensati per durare solo 5 anni, come se quindici anni, da quel maledetto 6 Aprile 2009, fossero passati invano. Di tutte le scuole di competenza comunale soltanto 3 sono state riconsegnate alle scolaresche. Il resto è un fumoso piano di ricostruzione che ha cambiato in questi lunghi anni più volte vestito e di cui non si vede mai la realizzazione. La scelta dell’attuale sindaco, più volte rivendicata, di non ricostruire scuole nel centro storico ha avuto il doppio effetto di saturare le periferie e di allontanare sempre più la cittadinanza dal centro gentrificato, insicuro e solo per pochi. Per quelli cioè, in questo caso, che possono permettersi le scuole private e religiose che, invece, sono state ricostruite. Del resto quella è stata ricostruzione privata. Alcuni interventi sono in atto negli edifici scolastici delle scuole secondarie di II grado, di competenza provinciale, ma si tratta di azioni random, che risolvono e non qualificano edifici non più attuali, incapienti e, spesso, poco sicuri, con indici di vulnerabilità ben sotto la norma, ma è meglio non tornarci su.”
“Non è migliore la situazione nel capoluogo della Valle Peligna – aggiunge De Biondo -, più volte denunciata dalla nostra organizzazione sindacale, dove studenti e studentesse condividono lo spazio con il CIM; dove la tanto decantata riapertura dello storico Liceo Classico in Piazza XX settembre, davanti alla statua di Ovidio, si allontana di anno in anno e dove non si riesce a trovare un luogo che ospiti degnamente il CTP n 3 della provincia dell’Aquila. Immaginiamo che in un’area depressa e soggetta a forte spopolamento, come quella peligna, un CTP ben funzionante potrebbe contribuire ad evitare una probabile desertificazione, con la sua vocazione all’accoglienza e la possibilità di aprire punti di erogazione sul territorio. Ma ci vorrebbe, anche qui, una lungimiranza che sembra non essere cosa della politica locale. Eppure poco più di un anno fa, il vice sindaco ci aveva illustrato un mirabolante piano di ricostruzione proprio mentre ragionavamo di strategie per evitare la soppressione dello storico Istituto Comprensivo Serafini Di Stefano, poi invece puntualmente avvenuta per effetto del dimensionamento della rete scolastica che non trovato la resistenza che avrebbe meritato da parte della politica su tutto il territorio provinciale.
Si distingue, in termini di edilizia scolastica, il comune di Avezzano che, tra quelli dei tre centri maggiori della provincia, sembra essere il più attento e restituisce alla cittadinanza edifici belli, innovatici e sicuri.”
“Nel circondario marsicano, invece, l’edilizia scolastica, di competenza di comuni che non ce la fanno più, è ferma o fatica a trovare soluzione. Un paio di esempi per tutti: l’istituto Fontamara di Pescina, ospite da anni presso la Procura della Repubblica e la mai ricostruita scuola dell’Infanzia dell’IC Silone di Luco dei Marsi che sottrae spazio vitale alla scuola primaria dove ormai è ospite da anni. Da anni. Perché nelle aree interne il tempo spesso si ferma – continua ancora Del Biondo -.
Sembra migliore la situazione nell’Alto Sangro, ma questo non è un caso. L’Alto Sangro, invece, oltre ad aver perso un’autonomia scolastica, per effetto del dimensionamento di cui sopra, rischia di perdere anche gli studenti e le studentesse per effetto di un altro dei problemi attuali che, indirettamente ha ricaduta pesantissima sulla scuola: l’aumento sconsiderato del trasporto pubblico regionale. Molti degli studenti e delle studentesse di Roccaraso e Castel di Sangro, infatti viaggiano per raggiungere la sede scolastica e le famiglie sono in difficoltà a sostenere gli aumenti. Benché più sentito nell’Alto Sangro, per la sua posizione di frontiera, questo è un problema enorme, diffuso su tutto il territorio provinciale, perché, nella nostra provincia gli istituti superiori sono concentrati nei quattro centri: L’Aquila, Avezzano, Sulmona e Castel di Sangro (con alcuni piccoli istituti tra Carsoli e Tagliacozzo) e, quindi, ci sono quotidianamente ragazzi e ragazze che viaggiano dalle e per le aree interne, con i mezzi pubblici per raggiungere le sedi scolastiche.
Non a caso nell’apertura si parlava di aver smarrito il dettato costituzionale, perché, ricordiamolo, lo Stato deve rimuovere gli ostacoli alla crescita dei propri cittadini e delle proprie cittadine. Lo dice l’articolo 3 della nostra Costituzione che, ogni tanto, ci tocca ricordare.
Se l’ edilizia, Il costo dei trasporti, il costo dei libri di testo, il caos amministrativo e di reclutamento e l’enorme precariato che caratterizza il lavoro scolastico non sono ostacoli, ci chiediamo cosa ancora possiamo aspettarci e per chi suoni davvero la campanella.”
“Per fortuna ci sono i lavoratori e le lavoratrici del sistema scolastico che oggi staranno sulla porta con il sorriso ad accogliere i bambini, le bambine, i ragazzi e le ragazze, in strutture fatiscenti e insicure. Molti/e di loro sono precari/e, hanno stipendi ridicoli e inferiori alla media europea, attraversano ogni giorno una provincia enorme, con difficile viabilità e a proprie spese per raggiungere il luogo di lavoro, ma per fortuna ancora sorridono. Buon Anno scolastico.” – conclude Del Biondo.










