LATINA – Percorrendo la statale 156 s’incontra un piccolo paese chiamato Prossedi. Si trova nella Valle dei Monti Lepini e ai suoi piedi scorre il fiume Amaseno.
“Un Editto – scrive Tommaso Bartoli nel saggio Prossedi con amore – (stampato da Promoter Italia Frosinone, 2005) conservato nel Castello di Prossedi, firmato dal Principe Gabrielli e controfirmato dal cancelliere-notaio del principato Emilio Petacci conferma che Prossedi era sorta a custodia di uno dei vertici del triangolo racchiudente il territorio del Principato di Prossedi-Pisterzo-Roccacorga. La leggenda si è impadronita dell’origine di Prossedi, che sarebbe sorto a seguito della distruzione di Priverno avvenuta per opera dei romani nel 341 a. C., allorché vi si rifugiarono alcuni fuggiaschi”.
È un comune italiano di 1139 abitanti che appartiene alla provincia di Latina nel Lazio. Inizialmente si chiamava Persei, poi venne sostituito da Proxeudi, dal verbo greco proscidau “guardare verso”, attinente forse alla posizione strategica del paese; infatti, si gode di una meravigliosa veduta. Corredato da una porta maggiore nella grande piazza e da una minore, Porta Nuova, (secondo accesso al centro abitato), il paese si chiudeva a roccaforte.
Oggi, invece, il centro abitato è aperto a tutti quelli che lo vogliono visitare. Ogni via, ogni vicolo, ogni piazzetta reca con sé i segni del tempo e di una storia che riguarda l’Italia, ma anche l’Europa.
Non tutti sanno, infatti, che nella chiesa di Santa Maria Extra-Moenia, si può trovare la tomba di Augusta, cugina carnale e nipote di Luciano Bonaparte, fratello di Napoleone, che è stata consorte dell’ultimo principe di Prossedi, Placido Gabrielli. Fu una figura di rilievo nelle vicende del paese perché volle costruire un asilo nido, fondando “Le figlie della carità”, suore preposte all’insegnamento. Mentre nella chiesa di San Nicola si trova l’effige della Beatissima Vergine Maria “Avvocata nostra” che il 6 giugno 1864 alle ore 10:00 fu vista da alcuni fanciulli muovere gli occhi, conosciuta anche come madonna di Vicovaro.
Qui a Prossedi, – afferma il presentatore della trasmissione “Simbolika”, durante una puntata dedicata al paese, – questa immaginaria risacca del tempo ha lasciato le testimonianze di personaggi legati a vicende molto più importanti, come in questo caso degli appartenenti alla famiglia Bonaparte.
Passeggiando tra i vicoli i visitatori più attenti troveranno molte particolarità a livello architettonico e artistico, ad esempio su un portale di via dei venti è presente una linguaccia di duecento otto anni con funzione forse apotropaica per allontanare la sfortuna, oppure, si ipotizza, il proprietario dell’edificio la fece mettere sopra l’arco dell’entrata, in segno di beffa verso la Chiesa di Sant’Agata, che in quel periodo veniva innalzata, cambiando la visuale della sua abitazione.
Per chi oggi percorre la strada principale, Via Roma, partendo dalla porta maggiore fino a quella nuova, si troverà davanti una strada lastricata di sampietrini, su cui si affacciano numerose case con antichi portoni e grandi fioriere che donano un tocco di allegria e mostrano un’accogliente cittadina.
Il paese è posto su una collina a 206 metri s.l.m., circondata da una rigogliosa natura, con un clima mite in tutte le stagioni. La proloco e le varie associazioni organizzano gite, trekking, feste e sagre, durante le quali si possono assaggiare le specialità delle aziende locali. Si possono trovare, inoltre, accoglienti bed and breakfast e molti ristoranti.
Nel 2024 ha ricevuto la Bandiera Arancione dal Touring Club Italiano, riconoscimento realizzato in collaborazione con la Camera di Commercio Frosinone Latina e l’Azienda Speciale Informare.
Prossedi vuol dire guardare verso, immaginiamo che coloro i quali scelsero questo nome, paragonando la splendida veduta a un orizzonte ampio e luminoso da cui si può osservare tutta la valle, forse immaginarono un futuro speranzoso e ottimista per il paese e la comunità, che lo ha poi portato con tutte le sue attività agricole, artistiche e umane fino ai nostri giorni.











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