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Cultura: la rinascita dell’”Acropoli di Paganica”

Pubblicato da Redazione
mercoledì, 29 Maggio 2024 - 12:18
in Cronaca, Evidenza, Varie
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L’AQUILA – di Raffaele Alloggia – L’ex Palazzo De Rubeis sorge su una piccola altura di roccia, nel centro storico di Paganica, come una vera e propria “Acropoli”, che ben si relaziona con la vicina chiesa di Santa Maria del Presepe.

Il Castello di Paganica, fu abbattuto una prima volta dopo che nel 1284 divenne Capitano delle milizie dell’Aquila Nicola dell’Isola, secondo lui, i Castelli, le Fortezze o le Rocche del Contado, costituivano una perenne minaccia per la Città.

Fu poi ricostruito, a seguito del Regio Diploma concesso nel 1364 dalla Regina Giovanna. Nel maggio del 1423, il Capitano di Ventura Braccio da Montone, poiché vantava diritti di “Signoria” su L’Aquila, tentò di assediare la Città.

Vista la resistenza degli Aquilani, Braccio da Montone, cambiando strategia, il 12 maggio con oltre 4.000 uomini e le nuove bombarde, assediò il Castello di Paganica. Dopo 10 giorni di dura resistenza, il Capitano dei paganichesi Gregorio di Norcia, vista l’enorme differenza tra le due forze, per evitare una imminente strage, si arrese.

I soldati bracceschi entrarono nelle mura del Castello e da lì, sistematicamente partivano le milizie che non davano tregua agli Aquilani bisognosi di vettovaglie e non solo. Questa storia durò 13 mesi, nel corso dei quali, dalla milizia braccesca, furono abbattuti tutti i Castelli del territorio, era rimasto integro solo quello di Paganica poiché c’erano loro! Il 2 giugno 1424, Braccio da Montone fu sconfitto da una coalizione di circa 8.000 soldati guidati dal Capitano di Ventura Giacomo Caldora.

Sembrava tutto finito, quando, così scrive Nicola da Borbona: “et essennovi annato Camponisco, a dì 16 Jugno, fo gettato a terra il Castello il Paganica.” La storia la scrive sempre chi vince, così i paganichesi per la loro resa, passarono per “traditori”, ma ancora oggi qualche Aquilano doc coraggioso scrive: Il Castello di Paganica risultò ostico alle forze braccesche, per questo la vittoria Aquilana, comportò la discesa delle proprie milizie guidate da Antonuccio Camponeschi ad occupare e distruggere il Castello, per evitare ogni possibile avventura militare dei Paganichesi contro L’Aquila!

A seicento anni dalla storia e a 15 dal terremoto, l’ex Castello di Paganica prova a rialzarsi.

Anche nell’ex Palazzo De Rubeis, come in diversi edifici storici della Città, la ricostruzione ha riportato alla luce elementi che potrebbero portare a rivedere la loro stessa storia. Fu lo stesso Vescovo De Rubeis, paganichese di nascita, che al suo primo incontro con i fedeli a Paganica, disse: desidero che sul Colle torni la vita, che tutte le pietre di quelle rovine dove i nostri padri difesero con la vita la nostra comunità dagli attacchi del nemico tornino lassù, per la difesa delle nostre anime. Desidero- disse- che su quel Colle rinasca il simbolo della fortezza distrutta: ora una magnifica Chiesa dedicata alla Madonna del Presepe ed una altrettanto degna Casa Canonica!

Cosa che avvenne; però non disse che la Casa Canonica avrebbe inglobato una struttura già esistente e cioè l’ex Castello di Paganica. Di che epoca era la struttura esistente? Nella parte in alto esterna del palazzo, è leggibile una data in cifre romane: M D XL VIII   (1548) cioè più di 50 anni prima della costruzione della Casa Canonica, divenuta poi Palazzo De Rubeis.

Sarà compito degli addetti ai lavori studiare i dipinti che erano nascosti sotto l’intonaco o sotto l’antica carta da parati, ci diranno anche come mai nel salone con il soffitto cassettonato di circa 80 metri quadri, si trova un grande affresco di buona fattura, della sconfitta di Braccioforte da Montone nella “Battaglia di Bazzano” simile, come immagine alla tela di Carlo Ruthrds, che si trova alla Basilica di Collemaggio.

 

 

Paganica 28 maggio 2024                                                                            R. Alloggia

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