L’AQUILA – di Nando Giammarini – La Settimana Santa all’Aquila ci sono un insieme di celebrazioni molto sentite, sia per quel che concerne le tradizioni popolari che affondano le loro radici nella notte dei tempi, sia per quanto riguarda le usanze di fede e di cultura. Esse esprimono e rappresentano al meglio quei sentimenti religiosi vivi ed attuali nel nostro Capoluogo di Regione.
Tanti i riti religiosi della settimana Santa, che sono iniziati domenica scorsa con la benedizione delle Palme nella Basilica di S. Maria di Collemaggio presieduta dal Cardinale Arcivescovo Metropolita dell’Aquila, Mons. Giuseppe Petrocchi e rappresentano un’occasione per riscoprire le tradizioni ecclesiastiche. Numerose, infatti, le processioni e i riti religiosi che coinvolgono le diverse confraternite della città. Quelle più importanti in assoluto sono quella del mercoledì Santo cui partecipano tutte le confraternite cittadine e quella del Venerdì Santo che rappresenta la via Crucis e si svolge ai vespri. Quest’anno essa pur svolgendosi, come di consueto, a luci spente con le sole fiaccole dei partecipanti che illumineranno il percorso – brillerà di luce nuova dovuta alla recente, splendida, notizia dell’Aquila capitale della cultura per l’anno 2026. Un respiro di lunga portata ed un sogno realizzato dopo tanto tempo.
La suggestiva processione aquilana del Venerdì Santo ha origini antichissime. Infatti è possibile farne risalire l’istituzione quantomeno al 1505 per poi cessare, per motivi di ordine pubblico, nel 1768. Dopo una lunga interruzione di quasi due secoli nel 1954, grazie al fattivo contributo dei frati Minori del Convento di San Bernardino, in primis da fra Nicola Roccioletti,è stata ripristinata l’antica tradizione della Processione del venerdì Santo.
Quest’anno, per la prima volta, la scorta d’onore al simulacro del Cristo morto sarà a cura del personale della Polizia Penitenziaria di stanza alle Costarelle. Parliamo di una delle tradizioni civili e religiose più antiche. Dal lontano 1954, dopo un’interruzione antecedente a questa data,la processione esce all’imbrunire dalla basilica di S. Bernardino e attraversa le vie cittadine. Ripristinato il passaggio davanti la sede del Comune a piazza Palazzo, ma estremamente ridotto quello a piazza Duomo, basilica di San Bernardino, via San Bernardino, corso Principe Umberto, via Marrelli, piazza Duomo in salita fino a corso Vittorio Emanuele e ritorno in basilica attraverso via San Bernardino è questo, nel dettaglio, l’itinerario che il corteo seguirà venerdì. Allo stesso prenderanno parte il clero, le confraternite, le associazioni laicali, le autorità civili e militari. L’Orchestra e il Coro del Venerdì Santo, ensemble delle varie corali cittadine saranno coordinate dal maestro Vincenzo Vivio e dirette dal maestro Carlo Mantini. La scenografia è resa grandiosa da centinaia di personaggi in costume che sfilano con i simulacri, gli incensieri, le statue e le torce, mentre il canto del Miserere eseguito da un gruppo corale, dona un’atmosfera drammatica alla Sacra Rievocazione. I Simulacri e i Simboli processionali sono stati realizzati da artisti moderni di fama nazionale, primo fra tutti Remo Brindisi e danno prestigio e valore artistico e religioso evento.
Sabato pomeriggio ci sarà la benedizione del fuoco acceso nel grande braciere posizionato al centro di piazza Duomo e l accensione del Cero Pasquale. A seguire, partendo dalle 21.30, la veglia solenne dopo una giornata di silenzio e preghiera di riconciliazione e le campane che suonano a distesa annunciano la resurrezione di Cristo. Successivamente la liturgia battesimale quindi quella eucaristica.
Graditissima l’occasione per formulare i migliori auguri di buona Pasqua alla redazione di questa importante testata giornalistica ed a tutti i suoi lettori.











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