Puntata n. 04 del 25 Marzo 2024:
Le proposte della Commissione UE per modificare la PAC (Politica Agricola Comune) e alleggerire alcuni oneri.

L’AQUILA – La Politica Agricola Comune (Pac), dopo le proteste degli ultimi mesi in tutto il continente e in particolare a Bruxelles con due dure manifestazioni nel corso del mese di febbraio, deve assolutamente essere riformata. E in effetti, la Commissione Europea si è immediatamente adoperata per apportare modifiche sostanziali ai piani strategici della PAC, dopo un’ampia gamma di suggerimenti e proposte arrivati dalle maggiori organizzazioni agricole europee, dal Consiglio dell’UE e dalla commissione per l’Agricoltura e lo sviluppo rurale (Agri) del Parlamento Europeo. Il tutto finalizzato ad un’azione urgente di semplificazione degli oneri amministrativi per gli agricoltori e per un quadro politico stabile e coerente, con ulteriori riforme a lungo termine.
Ricordiamo che la PAC è stata concordata da Parlamento e Consiglio nel 2021 ed è entrata in vigore nel 2023 (con 336 miliardi di euro fino al 2027, circa il 31 per cento del bilancio pluriennale dell’UE).
Le modifiche si concentrano sulla riduzione degli oneri amministrativi per gli agricoltori, sulla flessibilità garantita alle amministrazioni nazionali per l’attuazione e sull’equilibrio tra requisiti di condizionalità e sistemi volontari che incentivano le pratiche ecologiche.
Ricordiamo cosa significa condizionalità. La Condizionalità è parte integrante della PAC. Si tratta di impegni che gli agricoltori devono rispettare per accedere al sistema dei pagamenti comunitari. Riguarda un insieme di regole su:
- ambiente, cambiamento climatico e buone condizioni agronomiche del terreno
- sanità pubblica, salute delle piante e degli animali
- benessere degli animali
Il meccanismo della Condizionalità intende contribuire a sviluppare un’agricoltura sostenibile e a rendere la PAC più rispondente alle aspettative della società attraverso una serie di impegni che gli agricoltori devono rispettare per poter accedere al sistema dei pagamenti comunitari.
Modalità di applicazione
L’agricoltore, rispettando le regole della Condizionalità:
– protegge le acque dall’inquinamento, contrasta l’erosione del suolo, ne preserva la fertilità, salvaguarda la biodiversità e tutela gli elementi caratteristici del paesaggio;
– rispetta le procedure della sicurezza alimentare, non utilizza le sostanze vietate nelle produzioni animali, identifica e registra gli animali del proprio allevamento (suini, bovini, ovi-caprini), rispetta i divieti e gli obblighi previsti per la prevenzione, il controllo e l’eradicazione di alcune encefalopatie spongiformi trasmissibili, usa in modo corretto i prodotti fitosanitari;
– protegge gli animali del proprio allevamento.
Le regole comprendono:
- Criteri di Gestione Obbligatori (CGO), consistono in tredici disposizioni, contenute in alcuni regolamenti e direttive comunitari, in materia di ambiente, sicurezza alimentare, salute animale e vegetale, benessere degli animali;
- Buone Condizioni Agronomiche ed Ambientali (BCAA), sono sette norme, definite dagli Stati membri, per il contrasto dell’erosione, la regimazione delle acque superficiali, la fertilità e la copertura minima del suolo ed il mantenimento degli elementi caratteristici del paesaggio.
CGO e BCAA sono classificate in tre settori e relativi temi:
- Ambiente, cambiamenti climatici e buone condizioni agronomiche del terreno
- Acque (CGO 1, BCAA 1, BCAA 2, BCAA 3)
- Suolo e stock di carbonio (BCAA 4, BCAA 5, BCAA 6)
- Biodiversità (CGO 2, CGO 3)
- Livello minimo di mantenimento dei paesaggi (BCAA 7)
- Sanità pubblica, salute degli animali e delle piante
- Sicurezza alimentare (CGO 4, CGO 5)
- Identificazione e registrazione degli animali (CGO 6, CGO 7, CGO 8)
- Malattie degli animali (CGO 9)
- Prodotti fitosanitari (CGO 10)
- Benessere degli animali
- Benessere degli animali (CGO 11, CGO 12, CGO 13)
Dopo la deroga temporanea per tutto il 2024 ai terreni incolti, la Commissione propone di eliminare completamente la destinazione di “una quota minima di terreno coltivabile ad aree non produttive”, cioè terreni incolti, “pur mantenendo la protezione degli elementi paesaggistici esistenti”. Gli Stati membri sono invece tenuti a “istituire un eco-schema” che offra un sostegno agli agricoltori “per mantenere una parte dei terreni coltivabili in stato non produttivo o per creare nuovi elementi paesaggistici” (come siepi o alberi). In questo gli agricoltori saranno “specificamente ricompensati per queste aree non produttive che sono benefiche per la biodiversità sui terreni agricoli e, più in generale, delle aree rurali”. I Paesi Europei potranno anche prevedere “esenzioni specifiche” dalle norme sugli standard Bcaa 5, 6 e 7 (gestione della lavorazione del terreno, copertura del suolo e terreni a riposo) per le situazioni che “rischiano di essere contrarie ai loro obiettivi”, come nel caso di condizioni specifiche di terreni e sottosuoli. Più nello specifico sulla rotazione delle colture (standard 7) la Commissione propone di mantenerla ma di consentire agli Stati membri di “aggiungere la possibilità di soddisfare questo requisito con la diversificazione delle colture”, una flessibilità che dovrebbe consentire agli agricoltori “colpiti da regolare siccità o di precipitazioni eccessive” di rispettare la condizione “in modo più compatibile con la realtà agricola”.
Comunque, tra le modifiche più significative c’è la proposta di esentare le aziende agricole sotto i 10 ettari dai controlli di condizionalità e dalle sanzioni, una misura che riguarda il 65 per cento dei beneficiari della PAC. Lo scopo è alleviare l’onere amministrativo legato ai controlli, che è più elevato per le piccole aziende agricole rispetto a quelle più grandi. In altre parole, oltre alle flessibilità generali sulle Bcaa, l’alleggerimento degli oneri per i piccoli agricoltori con una dimensione massima di azienda non superiore a 10 ettari di superficie agricola garantirà che non debbano “essere controllati per quanto riguarda il rispetto dei requisiti di gestione obbligatori”, dal momento in cui l’esenzione “non ostacolerebbe in modo significativo il ruolo dei requisiti di condizionalità nel contribuire agli obiettivi climatici e ambientali”. Inoltre, viene proposto anche di aumentare il numero di richieste di modifica del Piano strategico della PAC da una a due all’anno: “Questo è necessario per affrontare più rapidamente le mutevoli situazioni degli agricoltori, comprese quelle causate da eventi climatici avversi”, specifica la Commissione.
Per quanto riguarda la remunerazione degli agricoltori e la loro posizione nella filiera alimentare, si seguiranno tre strade.
In primis la Commissione lancerà un osservatorio dei costi di produzione, dei margini e delle pratiche commerciali nella catena di approvvigionamento agroalimentare, con i rappresentanti di tutti i settori della filiera alimentare e i rappresentanti degli Stati membri e della Commissione, la cui prima riunione è prevista per l’estate.
In secondo luogo, viene proposto il rafforzamento delle norme applicabili ai contratti che gli agricoltori stipulano con gli acquirenti dell’industria alimentare o della vendita al dettaglio, attraverso nuove opzioni al Regolamento che istituisce un’organizzazione comune dei mercati dei prodotti agricoli e all’applicazione transfrontaliera delle norme contro le pratiche commerciali sleali.
Infine, la Commissione condurrà una “valutazione approfondita” della direttiva sulle pratiche commerciali sleali nella filiera alimentare in vigore dal 2021, con la prima relazione consegnata nella primavera del 2024 e una valutazione più dettagliata da presentare nel 2025 insieme a proposte legislative “se opportuno”.
Ulteriori misure andrebbero impiegate per affrontare la situazione del mercato dei cereali e l’importazione di grano dalla Russia, proprio perché gli agricoltori subiscono direttamente ed indirettamente gli effetti geopolitici di eventi come la guerra di aggressione della Russia all’Ucraina.











Lascia il tuo commento