L’AQUILA – Negli studi di Radio L’Aquila 1 Angelo De Nicola ha presentato il suo nuovo libro “I Papi e Celestino V. Da Bonifacio VIII a Francesco“.
Il sì di Papa Francesco all’invito a venire ad aprire la Porta Santa al mondo, in occasione della Perdonanza Celestiniana n. 728, è di per sé un altro “dono” agli aquilani che già beneficiarono dell’immenso regalo di Pietro del Morrone. «Con il gesto di Papa Francesco, oggi- conclude l’Autore-, la città può far nuovamente cambiare a suo favore il corso della Storia».
Papa Francesco è il primo Pontefice in 728 anni che schiude, il 28 agosto, la prima Porta Santa della Storia, riconoscendo il messaggio di papa Celestino V. Per celebrare l’evento epocale, questo libro racconta l’atteggiamento che i Papi, nel corso della Storia, hanno avuto nei confronti di Celestino V e della Bolla con cui, al momento dell’incoronazione all’Aquila, Pietro del Morrone concesse il Perdono da tutti i peccati a chi, sinceramente pentito e confessato, fosse passato sotto la Porta Santa di Collemaggio tra il 28 e il 29 agosto di ogni anno. Un gesto rivoluzionario perchè concesso erga omnes e gratis, cioè anche ai poveri che non potevano permettersi di “lucrare” l’indulgenza plenaria.
Dunque, da Bonifacio VIII (che tentò in tutti i modi di annullare la Bolla del Perdono), passando per Clemente V (che fece santo Celestino V significativamente non con il nome da papa, bensì da eremita, san Pietro Confessore), fino a Paolo VI (il primo a parlare delle dimissioni come di un gesto eroico), a Giovanni Paolo II e soprattutto a Benedetto XVI che, sostenendo che Celestino V «seppe agire secondo coraggio e in obbedienza a Dio» si è dimesso esattamente come fece il suo predecessore.
E, infine, papa Bergoglio che di Celestino V ha detto: «C’è un’idea forte che mi ha colpito, pensando all’eredità di San Celestino V. Lui, come San Francesco d’Assisi, ha avuto un senso fortissimo della misericordia di Dio, e del fatto che la misericordia di Dio rinnova il mondo».











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