L’AQUILA – Sarà inaugurata giovedì 5 maggio dalle ore 16 presso Lo Scalco a L’Aquila la mostra di pittura “Tra pietre e nuvole” di Francesca Carota.
Francesca Carota (L’Aquila, 1974) lavora come neurolinguista in Olanda. Accanto all’attività scientifica, scrive e illustra blog e video per la divulgazione scientifica.
Disegna e dipinge in modo spontaneo fin da bambina. A scuola si appassiona all’uso delle tecniche a china e ad acquerello, che tuttora adopera. In seguito a dolorose scomparse, la pittura diventa uno strumento di espressione e un’esperienza di conoscenza e trasformazione del sé, coltivata nel privato. In seguito, nella diversità ambientale e culturale di città come Pisa, Lione, Londra e Berlino, in cui ha vissuto per diversi anni, trova una fonte di inesauribile stimolo entrando in contatto con artisti e maestri d’arte. Segue corsi di disegno in Francia e di pittura ad olio (Art Academy London; premier coup con D. Keiser, USA). Anche grazie ai frequenti viaggi fuori dall’Europa, amplia la panoramica sull’arte contemporanea internazionale, interagendo con comunità di artisti locali, e diventa attiva nell’urban sketching.
A Cambridge, dove vive dal 2010 al 2017, e nella campagna inglese circostante, dipingere diventa un bisogno insopprimibile per ricercare costantemente l’equilibrio tra spazio e forme, luce e orizzonti, e definire l’identità nelle similarità e differenze con le proprie radici. Partecipa alla vita artistica, avendo come mentore la pittrice Jo Tunmer, esponendo in mostre personali nel 2015, con grande successo di pubblico: “Fresh impactful style with new perspectives. Contrasting lights and shadows, architectures and skies, the artistic gestures create a powerful sense of movement on the canvas”. È invitata a esporre in mostre con gli artisti Colin Wiles, Peter Harrison, e con Mark Evans e Il Woodyard Group. Partecipa ai Cambridge Open Studios 2015 e 2016 e al Luxembourg art Prize nell’edizione 2019-2021.
Il rapporto tra gli elementi architettonici e il paesaggio sono fonti di ispirazione per urban landscaping, spesso en plein air. La moltiplicazione dei punti di vista, dapprima istintiva, poi ritrovata e ispiratale da David Hockney, conferisce spesso ai suoi paesaggi un senso di movimento e dinamismo. Talvolta indulge nell’intimità di una natura morta per trattenere il calore di casa attraverso la valenza cromatica e i contrasti di luce di semplici oggetti.
Ha sempre conservato un profondo legame con le sue radici, e la pittura rappresenta un mezzo di dialogo di assoluta intensità con i luoghi di origine e di incessante ritorno: la città di L’Aquila, la montagna aquilana e l’Abruzzo, che si riflettono nei paesaggi di montagna, di campagna e urbani.
La mostra personale a Lo Scalco, dal 5 maggio al 16 giugno, ne condivide alcuni con la città.











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