L’AQUILA – di Nando Giammarini – La pandemia da Covid -19 riprende, come ampiamente previsto con l’arrivo della quarta ondata, la folle corsa con un andamento esponenziale in Europa. L’Austria ha deciso un totale lockdown ed ha reso obbligatorio il vaccino. Potrebbe seguire la Germania che in poco tempo ha superato i 30 mila casi e sta studiando la possibilità di vaccinazione obbligatoria.
La variante Omicron sicuramente desta non poche preoccupazioni, proprio perché potrebbe affliggere le tante attività produttive e quella turistica della nostra montagna abruzzese. Sulle piste da sci in questo periodo invernale – fiorente per tanti operatori del comparto di cui l’Abruzzo è protagonista, che già la scorsa ondata pandemica ha sopportato enormi sacrifici, arrivano tutti gli appassionati dello sport montano.
Occorre necessariamente alzare nuovamente il livello di attenzione, al di là dell’aspetto del vaccino che è sicuramente determinante; bisogna proseguire con gli antodoti e, come ampiamente sostenuto unanimamente, adottare in maniera ferrea tutti quei comportamenti, a cominciare dall’indossare la mascherina ed evitare assembramenti rispettando le distanze di sicurezza per evitare appunto il diffondersi del virus. Non è più sufficiente una maggiore accortezza nei contatti interpersonali, ma grande attenzione verso tutte quelle persone che, per la loro professione, sono maggiormente esposte al contagio Covid-19. Penso al personale medico sanitario, alle forze dell’ordine al personale della scuola e più in generale a tutti coloro che , per forza di cose, debbono avere contatti ravvicinati con gente sconosciuta. La variante ci fa capire che la battaglia contro la terribile pandemia non è terminata e siamo appunto nel pieno della quarta ondata; l’Italia si sta difendendo bene ma non basta. E’ necessario insistere su una politica di rigore e responsabilità onde evitare il contagio. Bisogna sostenere con convinzione il il green pass e ancora di più il super green pass che, entrando in funzione il prossimo 6 dicembre, in questo momento, rappresenta un passaggio obbligato per garantire la continuità lavorativa delle nostre imprese e delle attività economiche in generale non arrecando al Paese ulteriori danni rispetto a quelli, insopportabili, che già abbiamo avuto nei mesi precedenti.
La situazione italiana ha verificato un incremento dell’incidenza con 155 casi in sette giorni per 100 mila abitanti. Nonostante l’Italia sia uno dei paesi in cui i contagi avanzano in misura più contenuta ripetto ad altri, sebbene a livelli regionali ci siano contesti dove la circolazione e l’incremento dei casi sono in netto aumento specialmente nel Nord Est. In 4 Regioni le terapie intensive, uno dei parametri per la zona gialla, sono sopra la soglia critica, mentre c’è un primo caso di variante Omicron in Veneto, in Alto Adige e 7 in Campania. Essa è stata sequenziata per la prima volta in Veneto nei laboratori dell’Istituto Zooprofilattico delle Venezie. Si tratta di un uomo residente nel vicentino, rientrata da un viaggio di lavoro in Sudafrica. Il paziente, che è vaccinato, è risultato negativo a un primo tampone fatto al rientro, ma, percependo alcuni leggeri sintomi, ne ha fatto un secondo, che ha dato esito positivo, evidenziando la variante Omicron. Tale infezione denominata anche variante sudafricana, sembra che non abbia maggiore patogenicità rispetto alle altre varianti sebbene sia a più elevata trasmissibilità, è tipica dei paesi oiù poveri dove la percentuale dei vaccinati è molto bassa. Ieri in Italia, secondo i dati del ministero della salute, sono stati registrati nelle ultime 24 ore 15.021 nuovi casi di coronavirus su 525.108 tamponi effettuati, che portano il totale dei positivi da inizio emergenza a 5.109.082. I decessi sono stati 43, con il totale delle vittime che sale a 134.195. I ricoverati in terapia intensiva sono 736, 4 in più rispetto a ieri. Gli attualmente positivi nel Paese sono 232.000. Nel nostro Abruzzo , ieri , si sono verificati 196 casi positivi di cui: 45 in provincia dell’Aquila, 85 nel chietino, 24 nel pescarese e 43 nel teramano. A volte si verificano anche casi limiti, che si contano nel palmo di una mano, come quello della dirigente scolastica di Penne, la prof.ssa Angela Pizzi,che nonostante abbia effettuata la terza dose del vaccino è risultata positiva al test. Fortunatamente l’Abruzzo , fino ad ora, è esente dalla variante sudafricana. Tutto ciò mentre continuano, anche all’Aquila e Pescara, le irresponsabili manifestazioni dei No Vax che, senza alcuna minima informazione medica, vanno contro la scienza e talvolta, nei loro tanti raduni, contro la legge. Intanto, altra bella ed importante notizia sul fronte della lotta al virus, si stanno completando tutte le procedure per la vaccinazione dei bambini dai 5 agli 11 anni. Non ci sarà nessun obbligo ma il governo conta di poter iniziare la campagna vaccinale nei più piccoli già prima di Natale in modo da proteggere anche questa parte di popolazione fortemente esposta alla pandemia. Palazzo Chigi avvierà anche una campagna di comunicazione che punterà sui medici con lo slogan: “Parlane con il tuo pediatra”











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