L’AQUILA – Il saluto del Sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi al nuovo Vescovo Ausiliario dell’Aquila Mons. Antonio D’Angelo.
Benvenuto all’Aquila, Eccellenza
è con emozione che le porgo i saluti di una città ancorata alle sue profonde radici cristiane e orgogliosa della sua capacità di accoglienza che nel corso del tempo avrà modo di conoscere, comprendere ed apprezzare.
Non tema le maestose cime che ci circondano e il loro carattere solo apparentemente respingente, sono parte integrante di una grande famiglia che amorevolmente abbraccia quanti ne entrano a far parte. Proprio come lei.
La nostra è una realtà dinamica, che sulle cicatrici del sisma sta recuperando la sua identità con le intelligenze, la cultura, la formazione, valorizzando luoghi del cuore e dell’anima come le numerose chiese che nei secoli hanno cementificato la religiosità di questa terra. Tra queste c’è la Basilica di Santa Maria di Collemaggio dove oggi ci conosciamo per la prima volta. Non un semplice luogo di culto ma la culla del primo giubileo della storia, voluto e istituito da un papa rivoluzionario come Celestino V, elemento fondante della Perdonanza Celestiniana patrimonio immateriale culturale dell’Umanità Unesco.
Un appuntamento radicato nella storia di questa terra, meravigliosa ma a cui il destino a volte è sembrato aver voltato le spalle.
Questa è soprattutto la storia di un popolo che non si è mai arreso, che ogni volta ha reagito di fronte alle avversità e alle calamità naturali che l’hanno duramente colpito, dimostrando la stessa unità e determinazione con cui da oltre un anno e mezzo fronteggia una pandemia senza precedenti.
Viviamo in un’epoca in cui, forse per la prima volta da decenni, l’idea che la vita dei figli sia migliore di quella dei genitori è entrata pesantemente in crisi.
Una condizione generata da una perdurante congiuntura economica negativa, accentuata dalla diffusione del Covid 19 che oltre a strappare agli affetti dei propri cari migliaia di persone ha colpito duramente, e in modo diversificato, ampie fasce di popolazione. I fragili e gli anziani, le donne, ma soprattutto tanti giovani, studenti e bambini, costretti a rinunce dolorose: quelle legate alla socialità, a un percorso di crescita determinante per il loro futuro.
È a tutti loro che le chiedo di rivolgere un pensiero affinché recuperino fiducia e speranza nel futuro, con la protezione di Nostro Signore in primis e la quotidiana azione pastorale portata avanti dal nostro arcivescovo, Sua Eminenza Giuseppe Petrocchi e dall’intero corpo sacerdotale diocesano.
Compito delle Istituzioni è quello di ascoltare ogni voce che giunge dalla comunità e individuare, attraverso dialogo e impegno, soluzioni possibili alle complessità con cui ognuno di noi è chiamato a confrontarsi.
In questi anni il rapporto, mio personale e dell’amministrazione, con la Chiesa aquilana è stato di reciproco e massimo rispetto oltre che di dialogo aperto: sentimenti che continueranno ad essere coltivati nel solco di un fertile terreno arato da lealtà e mutua comprensione.
Auguri, Eccellenza.
Auguri di cuore, per un buon episcopato dall’intera comunità aquilana.











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