L’AQUILA – Si sono appena conclusi i lavori delle tre giornate dedicate a fare chiarezza e rendere comprensibile a famiglie e istituzioni le novità nel sistema scolastico 2021-2022 per alunni e studenti con disabilità.
I tre incontri, organizzati grazie alla disponibilità dei referenti del CIIS Coordinamento Italiano Insegnanti di Sostegno e dell’Associazione Autismo Abruzzo Onlus, hanno fatto registrare grande interesse nell’edizione ospitata a Teramo il 2 settembre e in quella ospitata a Chieti il 3 settembre.
L’edizione odierna, tenuta presso la Sala Ipogea del Consiglio Regionale all’Aquila, ha visto la partecipazione attiva del Centro Territoriale di Supporto (CTS) con il coinvolgente intervento del Prof. Carlo Scataglini che, se da un lato vede un modello unico di PEI come una evoluzione positiva, dall’altro non esita nel definire l’esonero per alcune materie e il mancato coinvolgimento delle famiglie nei GLO, un grave errore da sanare.
Complessivamente, hanno preso parte ai 3 eventi oltre 100 docenti, una decina di famiglie e alcuni dirigenti scolastici; numeri che inequivocabilmente sottolineano l’interesse nei confronti delle novità che il mondo della Scuola dovrà affrontare all’avvio dell’anno scolastico.
Gli argomenti oggetto dell’approfondimento hanno riguardato le seguenti tematiche:
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7. Il nuovo PEI: dal sostegno ai sostegni (Carlo Scataglini – CTS L’Aquila)
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Nello spazio dedicato alle domande numerosi sono stati gli interventi del pubblico, i partecipanti hanno colto l’occasione per approfondire temi e procedure operative per l’applicazione delle novità normative; è stato ricordato in primis cos’è il PEI: un documento redatto annualmente, specifico per ogni alunno con disabilità certificata e tramite il quale si programma il piano educativo e didattico individualizzato. E che deve rispondere all’obiettivo di consentire un percorso scolastico “su misura” per ogni situazione di difficoltà. Nel PEI devono essere infatti individuati:
● gli obiettivi didattici, educativi e di apprendimento (compresi quelli di inclusione e socializzazione);
● gli strumenti, le strategie e modalità per raggiungerli;
● le attività didattiche (metodologie, strutturazione e orari);
● le risorse umane da mettere in campo;
● le informazioni sulle verifiche intermedie e finali;
● i criteri di valutazione del percorso didattico;
● il rapporto tra la scuola e il contesto extra-scolastico.
E’ stato evidenziato come, per la sua stesura, sia indispensabile una partecipazione e collaborazione su più fronti. È elaborato dal Gruppo Locale Operativo (GLO) che, nel nuovo PEI 2021, assume adempimenti più specifici.
Le modifiche discusse in queste giornate dovranno essere adottate dalle scuole a partire dall’anno scolastico che sta per iniziare e, purtroppo, nell’utilizzazione dei modelli operativi predisposti dal Ministero vi è il concreto rischio di condizionare l’assegnazione delle ore di sostegno. Le classificazioni per la determinazione delle necessità avverranno con l’utilizzo del modello ICF (Classificazione internazionale del funzionamento, della disabilità e della salute), sviluppato dall’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) con la prospettiva bio-psico-sociale. Il funzionamento e la disabilità sembrano dunque concepiti anche in relazione all’ambiente di vita.
Tale valutazione dovrà essere riportata nelle tabelle predisposte che prevedono un numero massimo di ore di sostegno (analogo alle precedenti normative) e non un numero di ore “minime”. Si aggiunge inoltre una “forbice” di assegnazione di ore di sostegno per ogni comparto scolastico. Tale articolazione di ore prevede anche l’attribuzione di ZERO ore nel caso in cui la valutazione ICF non evidenzi criticità.
In questo contesto, pur riconoscendo l’evoluzione normativa e procedurale, riteniamo fondato il rischio di limitare l’inclusione scolastica di studenti con diversità; è ora più che mai necessario ed urgente fare rete tra tutte le strutture che hanno competenza nella vita delle persone con disabilità: sanità territoriale, servizi sociali, formazione per docenti e genitori, sono ramificazioni determinanti per la vita scolastica di studentesse e studenti con diversità.
In assenza di un quadro generale si continuerà purtroppo ad assistere ad un confronto aspro tra genitori e scuola, che resta ad oggi l’unica Istituzione chiamata a rispettare norme e diritti.
Occorre altresì che i servizi territoriali (attività riabilitative e formative) svolgano un’azione di “conforto” verso la scuola e i servizi sociali (attività assistenziali) per le attività extra-scolastiche.











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