L’AQUILA – Ancora e sempre il Green Pass a tenere banco nei dibattiti in Italia. Il fronte del “no” continua la sua polemica, ma pare che a prevalere sia stato il buonsenso e salvo clamorosi stravolgimenti la linea del Governo Draghi continuerà ad essere questa. Linea dura e multe per gli oppositori, con il Viminale che ha dato il suo verdetto: via libera ai controlli delle forze dell’ordine sul certificato verde anti-Covid. Le prefetture di tutta Italia hanno così convocato i comitati provinciali per pianificare gli interventi.
Si va dai controlli ai locali, che dovranno dare accesso solo a chi si è vaccinato anche solo con una dose, o dimostrerà di essere guarito nell’ultimo semestre o negativo al tampone effettuato nelle 48 ore precedenti. Polemiche e dubbi sull’applicazione del decreto, proteste di ristoratori e politici: nulla cambierà ed ora è il momento della fase operativa e di controllo. Chi effettuerà i check sul Green Pass? Ovviamente Polizia, Carabinieri, Guardia di Finanza e Polizia Locale. Al setaccio tutte le attività per accertarsi della corretta applicazione della normativa.
Nella lista dei luoghi da controllare ci sono ovviamente le sale giochi, scommesse, bingo e casinò. Necessario, per questi luoghi, riaprire senza più rischi. Come sottolineato dagli esperti di BonuRicchi infatti “il gioco viene da oltre 330 giorni di chiusura e questa riapertura estiva non può in alcun modo essere momentanea. Sul gioco, oltretutto, c’è la massima allerta perché spesso il distanziamento è difficile da mantenere. I controlli saranno capillari e continui, è bene che i giocatori siano muniti di tutto l’occorrente. Ne va del bene del settore, del gioco e degli stessi giocatori”.
Controlli anche nei luoghi del gioco, allora, come voluto dalle regole diramate in una circolare direttamente dal Ministero dell’Interno, a firma del prefetto Bruno Frattasi, che ha stabilito anche le multe e le eventuali sanzioni. Il capo della Polizia, Lamberto Giannini, ha trasmesso il tutto alle prefetture e alle questure. Il diktat è uno: immediata applicazione della normativa e operatività degli interventi. Chi senza possesso di green pass va incontro ad una multa dai 400 ai 1000 euro. Per chi falsifica i dati, invece, prevista anche la denuncia.
I gestori dei locali sono invece chiamati al controllo capillare dei certificati, rischiando le stesse sanzioni in caso di inadempienze o violazioni reiterate per tre volte in giorni diversi. Compreso anche il rischio chiusura, che in questo caso oscilla tra gli uno e i dieci giorni.











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