L’AQUILA – “Oggi si celebra l’importante giornata internazionale dell’infermiere, che altro non è che un doveroso omaggio al ruolo chiave di questa figura, da sempre spina dorsale del sistema sanitario nazionale, nella salvaguardia quotidiana della salute di tutta la comunità e ancor più in questi tempi difficili legati al dramma della pandemia.
Nel ricordare anche noi l’impegno profuso da questa categoria di professionisti per la cura del prossimo, insostituibile unitamente a quello di tutto il personale medico, il pensiero non può che andare principalmente ai molti che non ce l’hanno fatta nell’adempimento dei propri doveri, perché colpiti direttamente dal virus o contagiati da pazienti che assistevano e che curavano”.
Lo affermano i Consiglieri comunali e il Presidente dell’associazione de “Il Passo Possibile”.
“Sono sotto gli occhi di tutti – aggiungono – le immagini sui media di infermieri col volto segnato dalle maschere per proteggersi dal Covid o crollati sulla tastiera del pc perché stremati dall’ennesimo turno estenuante in reparto, e molti ancora oggi portano con sé, fuori e dentro, i segni fisici e psicologici della tragedia che si sta vivendo.
Esistono, però, anche immagini di serenità, legate ai sorrisi, alla dedizione per il paziente che viene sublimata con una carezza, un sorriso e tanti piccoli ma profondi gesti quotidiani rivolti alle persone, in una condizione di debolezza anche psicologica, spesso di sofferenza fisica, e come non può ricordarsi la clownterapia come terapia del sorriso nel rapporto infermiere-assistito.
Non solo cure materiali, quindi”.
“Con loro – proseguono – non ci si potrà sdebitare che insistendo nel miglioramento quotidiano di tutte le forme di presenza degli infermieri accanto ai cittadini -dall’assistenza di base a quella specialistica, al lavoro pubblico e privato – in tutti quei ruoli in cui questi professionisti possano dimostrare al meglio la loro capacità, la loro rilevanza e il loro peso affinchè l’assistenza sanitaria sia sempre più di qualità, superando le carenze croniche della categoria e le barriere professionali, socioculturali ed economiche che in molti casi ancora li ostacolano.
In quest’ottica il sistema salute diventa più efficace quando la cura non si ferma negli ospedali, ma viene declinata nel territorio e portata all’interno della comunità e del domicilio degli assistiti: l’ulteriore auspicio è, quindi, quello di migliorare l’assistenza dell’infermiere di prossimità, magari stimolando un cambiamento verso modelli sempre più vicini al cittadino, come ad esempio quello dell’infermiere di famiglia /comunità (come previsto nel Patto per la Salute 2019-2021 e dalla legge 77/2020) e dell’infermiere scolastico”.











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