
L’AQUILA – “Ugl Telecomunicazioni continua a chiedere chiarezza e trasparenza sulle procedure di autorizzazione della sede del Contact Center Inps di Comdata a L’Aquila che ha iniziato l’attività il 2 dicembre 2019.
Per questo – spiega Venanzio Cretarola, segretario regionale Abruzzo della Ugl Telecomunicazioni – in una nota abbiamo chiesto una audizione urgente presso la Commissione di Garanzia del Comune dell’Aquila per chiedere chiarezza e trasparenza sull’autorizzazione all’insediamento dell’attività concessa dagli Uffici competenti del Comune dell’Aquila nonostante la contrarietà della società ARAP della Regione Abruzzo, gestore dell’Area industriale in cui è localizzata la sede e titolare del potere di autorizzazione. A tutt’oggi non ci risulta che ARAP abbia autorizzato l’insediamento”.
“Fin da marzo 2020 – ricorda – avevamo sollevato dubbi sulle condizioni di sicurezza della sede, che hanno portato anche alla segnalazione di notizie di reato alla Procura della Repubblica da parte degli Ispettori ASL, confermando le nostre preoccupazioni. La Procura infatti ci ha fornito la Relazione conclusiva dell’Ispezione. Nonostante l’assenza continua di chiarimenti dall’azienda abbiamo finora pazientato garantendo un comportamento responsabile, anche in considerazione dell’emergenza Covid che ha portato all’attivazione del Telelavoro per la quasi totalità del personale”.
“La risposta fornita dal Dirigente responsabile alla interrogazione del Presidente e del Vice Presidente della Commissione Garanzia del Consiglio comunale – aggiunge – non solo non ha chiarito quanto accaduto ma ha aggiunto ulteriori interrogativi anche rispetto alle ulteriori informazioni da noi acquisite sia presso la Procura delle Repubblica che presso il Comando dei Vigili del Fuoco dell’Aquila. La risposta evidenzia addirittura che il Comune non sa nemmeno chi è il proprietario della sede di Comdata. Va sottolineato che ci riferiamo all’attivazione di una delle maggiori sedi del Contatct Center nazionale INPS-AdER che impegna 540 addetti, la cui operatività è iniziata il 2 dicembre 2019 e sulla quale sono emersi da subito carenze strutturali la cui rilevanza si è rivelata ancora più preoccupante con lo scoppiare della pandemia, come attestato dalla ASL”.
“Con l’auspicata cessazione dell’emergenza – termina – il possibile rientro in sede dei lavoratori deve avvenire nella massima sicurezza ambientale e con ogni garanzia di legittimità delle procedure amministrative, anche per evitare conseguenze in ordine al rispetto del contratto di servizio stipulato con Inps, committente dell’importante servizio pubblico. Garantire la legalità e la sicurezza degli ambienti di lavoro in cui sono impegnate centinaia di persone rappresenta una esigenza ineludibile anche per l’intera cittadinanza”.











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