L’AQUILA – La filiera dei prodotti agricoli presenta nelle nostre aree interne grandi potenzialità di sviluppo e può dare un importante contributo alla crescita del reddito e dell’occupazione di qualità. Le aree di crescita riguardano sia i prodotti di qualità certificati (Doc, Dop, Igp, Stg, etc.) che le connessioni, ancora tutte da esprimere dalla nutraceutica, intersezione tra agricoltura, alimentare e farmaceutica. La parola “nutraceutico” deriva dai termini “nutrizionale” e “farmaceutico” e sottolinea gli importanti benefici apportati da componenti dei prodotti agricoli, quali ad esempio antiossidanti, antitrombotici, neuroprotettivi, anticancerogeni. Le moderne tecnologie rendono possibile lo sviluppo di alimenti in grado di prevenire e contrastare patologie di rilievo come il diabete, l’obesità, l’osteoporosi, il cancro, la degenerazione cognitiva e l’invecchiamento. Sempre più le multinazionali del farmaco investono sui principi attivi derivanti da prodotti dell’orto, come la patata e la carota del Fucino, l’aglio rosso di Sulmona, lo zafferano di Navelli. Tutti gli ortaggi (spinaci, cavoli, broccoli, ecc) sono prodotti fondamentali per la nutraceutica.
Per le aree interne è la frontiera del futuro. Si tratta di una filiera che connette concretamente le competenze biotecnologiche delle Università di L’Aquila e Teramo, il settore agricolo e l’industria farmaceutica aquilana. Il farmaco derivante dalla coltura vegetale è un prodotto ad altissima tecnologia che ha bisogno per lo sviluppo di siti integrati in forma distrettuale dove sperimentare i principi attivi di origine vegetale. La nutraceutica è quindi la nuova frontiera di un’agricoltura che voglia crescere, appropriarsi di valore aggiunto, generare benessere per agricoltori, ricercatori, ingegneri genetisti, gestori di processi complessi, esperti di marketing, ecc. L’agroalimentare a valore aggiunto potrebbe essere, se opportunamente sviluppato, una chiave di volta di un nuovo sviluppo delle aree interne.
La riflessione amara, ma pure carica di speranza, è che la nostra terra ha però bisogno di cambiamenti profondi, a partire dai modi di amministrare, per sviluppare la nuova agricoltura e trarre benefici importanti per tutti. Cambiamenti che devono partire da agricoltori professionali, da una generazione di amministratori illuminati, attenti allo sviluppo e soprattutto professionalmente preparati, e da nuove politiche regionali. Insomma, lo sviluppo dell’agroalimentare di qualità può fare la fortuna di aree importanti della nostra regione, come la provincia aquilana e molte aree costiere, ma questo sviluppo non accadrà da solo. Le politiche pubbliche devono cambiare segno e passo. I modi di amministrare degli ultimi anni hanno guardato troppo al passato e non sono stati in grado di valorizzare le colture innovative e la loro trasformazione. La nutraceutica è una grande opportunità creare migliaia di posti di lavoro in settori ad elevata tecnologia e di sicura prospettiva. Occorre però una nuova classe di amministratori illuminati che abbia la giusta “vision” dell’agroalimentare e che ne faccia il perno del futuro sviluppo della nostra terra.











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