L’AQUILA – 6 aprile 2009 – 6 aprile 2021, ore 3:32
L’Aquila accende la sua luce… 12 anni come le 12 stanze di Ezio Bosso… Un’infinita luce di resurrezione che unisce la vita e la morte, il cielo e la terra… Una linea celeste, un’anima visibile, il respiro di 309 angeli che risuona nell’eco di lontani rintocchi… Un grido di luce che trafigge il tempo e la notte… in quella colonna celeste che si sprigiona dalla Chiesa delle Anime Sante dell’Aquila e che si innalza su Paganica vedo l’ombra di 12 anni della mia vita e della mia città, sento la Musica che ho iniziato a studiare e ad amare appena dopo il terremoto del 2009, quando avevo 9 anni, ripongo la memoria e la speranza che ardono nella fiamma di una candela sospinta dal vento, ascolto la Storia universale dell’antica Aquila custodita dalle stelle… dal 2009 ad oggi il mio studio, i progetti culturali, i concerti, le battaglie intraprese, i libri scritti e il sacrificio vissuto sono stati sempre volti a onorare umilmente e concretamente la memoria delle 309 vittime del terremoto dell’Aquila… l’antico motto aquilano “Labor et probitas” e l’attuale “Immota Manet” risuonano nel silenzio di quel fascio di luce blu sorto come un raro fiore nel deserto della pandemia… i colori aquilani, il bianco come la purezza, il rosso come la passione, il nero come il lutto e il verde come la speranza iniziano a illuminare le tenebre… L’Aquila risorgerà anche stanotte e tutti noi risorgeremo con lei…
“Ho tanta fede che mi brucia; certo
chi mi vedrà dirà è un uomo di cenere
senz’accorgersi ch’era una rinascita.”
Eugenio Montale
Andrea Petricca












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