L’AQUILA – di Fabio Iuliano – Lo scenario è quello di Trainspotting e ti sembra di sentire la voce fuori campo di Marc Renton che dice: “Ci saremmo sparati anche l’AstraZeneca se l’avessero dichiarata illegale”. Ma qui non c’è nessuna sostanza chimica da spacciare, solo libri e performance: i ragazzi lasciati senza cultura, cinema e teatro cercano disperatamente di riemergere dal vuoto in cui sono precipitati.
L’idea arriva dalla Francia, ma le scene sono state riadattate e, tra una battuta e l’altra, fa breccia anche un po’ di dialetto umbro, con tanto di sottotitoli. Il cortometraggio è rimbalzato sui social nel giro di pochi giorni.
“L’idea che vogliamo trasmettere è l’importanza della cultura nelle nostre vite, che si tratti di musica, teatri, biblioteche o altro, insomma dell’arte in generale” hanno spiegato i protagonisti Edoardo Fucile, Alessandro Barzetta ed Elisa Gabrielli a Umbria On.
Tematiche che la nostra testata ha portato avanti anche attraverso il libro “Black out, dietro le quinte del lockdown”











Lascia il tuo commento