L’AQUILA – di Nando Giammarini – Scriveva Aldo Palazzeschi in una sua poesia, il Congedo: “Muiono i poeti…ma non la poesia…perché la poesia… è infinita…come la vita”. Nulla di più vero. Partendo da questo presupposto possiamo tranquillamente affermare che la poesia – quell’insieme di emozioni e sentimenti, che albergano nel cuore e nell’animo della gente – è vicinanza, sensibilità, dolcezza. Essa è gioiosa e virale, può servire a resistere alla pandemia con la forza delle parole; il contagio benefico dei versi aiuta a far riflettere sul suo prezioso ruolo come promotrice unica di bellezza, dolcezza e sensibilità tra gli uomini.
Il 21 marzo in occasione della primavera, con l’arrivo delle rondini, in riferimento ad un antico proverbio: ”S. Benedetto la rondine sotto al tetto”, si celebra la Giornata Mondiale della Poesia; un evento di primaria importanza nel variegato panorama culturale del paese e del mondo intero. Essa è vita, musica dell’anima che ben si adatta a tutte le età ed a diverse situazioni che riempiono il cuore nei tanti e dissimili sentieri della vita. Oggi oltre al primo giorno della bella stagione e la giornata mondiale della poesia è anche quella per la lotta contro tutte le mafie. E ciò fa scaturire una riflessione più alta in quanto la poesia è stata considerata – per molto tempo, fino agli inizi del 900 – il veicolo delle verità e dei valori dell’uomo. Ancora prima di essere poeti, questa giornata dovrebbe insegnarci a dare anima a quanto scriviamo. E ad opporci alle brutture della vita, senza piegarci a quelle che sono le mode letterarie più o meno velleitarie. Sognare una poesia diversa e realizzarla giorno per giorno potrebbe essere un ottimo modo per cambiare prospettiva, anche se sembra che non abbiamo abbastanza forza per cambiare il mondo da soli. La Giornata Mondiale della Poesia dovrebbe essere per noi una sorta di Capodanno, dove darsi degli appuntamenti delle scadenze entro cui debbono essere realizzati diversi traguardi che riconoscono all’espressione poetica un ruolo di primaria importanza nella promozione del dialogo e della comprensione interculturali, della diversità linguistica , della comunicazione e della pace.
La poesia è una forma culturale, una bellezza che dovrebbe renderci più umani collaborando alla costruzione di un mondo migliore. Essa, quale valore universale da difendere e diffondere, si rivolge direttamente al cuore della gente, attraverso un linguaggio di verità e sensibilità, generosità e speranza. In altri termini possiamo serenamente affermare che è una necessità, una reazione a ciò che distrae dall’essenziale portandoci nel fondamentale e naturale spazio della riflessione. Talvolta sono le piccole cose ad esortare, tra intelletto e sensibilità, l’animo del poeta per cui una violetta sbocciata tra fiori di biancospino, la mimosa e gli altri alberi da frutta fioriti, il tepore di giornate luminose e piene di sole, sono strumenti che abbracciano le tante espressioni poetiche permettendo agli artisti, di esternare la loro parte migliore. In pratica un luogo d’incontro tra la poesia e il pianeta. Ironia della sorte il 21 marzo – giorno che celebra l’arrivo della bella stagione dopo il lungo periodo invernale e si accompagna atavicamente all’idea di rinascita di attesa di ciò che è nuovo, di speranza all’avvento di cose positive auguriamoci che la primavera segni anche la nostra rinascita dopo le innumerevoli sofferenze che il Covid ci ha procurato e ci sta procurando – è la data che segna anche la ricorrenza della nascita di una delle poetesse più grandi di tutti i tempi, Alda Merini.
La giornata mondiale della poesia si celebra in tutto il mondo, è un appuntamento voluto dall’Unesco per ricordare come sia uno dei mezzi più importanti di trasmissione della tradizione culturale dei popoli, ma anche strumento di dialogo e scambio. Quest’anno, a causa dell’emergenza sanitaria da Covid-19 nel nostro Paese, non sarà possibile come fino a due anni fa prendere parte agli eventi poetici lungo tutta la penisola, se non attraverso eventi live e in streaming dal divano di casa dove assisteremo alla celebrazione dei meravigliosi versi dei grandi poeti del passato e del presente. Siamo tutti perfettamente convinti che la poesia è il linguaggio universale che supera i confini perché parla la lingua globale delle emozioni e può trasmettere sentimenti, gioia dolore, disperazione. È la parola magica che risolve la situazione, la chiave di volta che apre le porte serrate. Soprattutto è la strada che permette di arrivare alle ragioni più vere ed autentiche che muovono le nostre scelte e la vita stessa. Al contempo sosteniamo, con convinzione che il conforto della parola è oggi fondamentale perché rappresenta il baluardo difensivo per proteggerci dallo sgretolamento di molti valori importanti, dalla superficialità dilagante e soprattutto dall’intolleranza e dall’odio razzista che minacciano l’umanità. La violenza, i sentimenti di ostilità, la volgarità, l’accettazione del diverso, l’ intolleranza e diffidenza hanno invaso il quotidiano scafando abissi tra le persone. Convinti che nel cuore di un poeta non albergano tali sentimenti la poesia può costituire quel collante d’amore che avvicina e, con parole semplici portatrici di bellezza, costruisce relazioni umane tra cultura e generazioni.
In definitiva occorre veicolarla in tutti i quartieri delle varie città affinchè, come la primavera, sia lenta ed inarrestabile. Doveroso ricordare, in questa particolare circostanza il dodicesimo anniversario della scomparsa di Alda Merini una grande poetessa di tutti i tempi. Strano il suo destino di donna e di artista: finché era viva nessuno si è mai occupato di lei tant’è che viveva al limite della sopravvivenza, da morta è diventata un’eroina culturale.











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