L’AQUILA – “L’ordinanza n. 11 del Presidente della Regione Marsilio che prevede che dal 1 marzo 2021 tutte le scuole della Regione Abruzzo, tranne la Scuola dell’Infanzia, svolgano le attività didattiche a distanza di nuovo si profila come un atto non condiviso e di cui non si sono valutate le conseguenze.
La scuola si trova, ancora una volta, a subire l’approssimazione della politica che non si confronta e non agisce in base ad un progetto sistemico, ma sull’onda di dati e numeri spesso non chiari, quando non addirittura per disegni politici che sfuggono all’etica della Scuola. E’ un anno ormai che sulla scuola piovono provvedimenti non organici e non interventi mirati e spesso da noi suggeriti. Non vorremmo ripeterci, ma la politica dovrebbe garantire alla scuola una sicurezza che passi per i dovuti investimenti e per la capacità di programmare e di guardare in prospettiva”.
Così in una notai sindacati abruzzesi di Flc Cgil, Uil Scuola, Snals Confsal e Gilda Unams.
“Capiamo bene, tra l’altro, le ragioni che hanno portato a non prevedere la didattica a distanza per la Scuola dell’Infanzia, ma non le condividiamo. La Scuola dell’Infanzia, che già da molti anni ha smesso di essere Asilo o Scuola Materna, ha acquisito negli anni una dignità diversa e maggiore grazie ad un’evoluzione virtuosa della professionalità del corpo docente. Eppure – aggiungono i sindacati – in questo momento sembra che abbia acquisito la funzione principale di servizio alle famiglie che, venuta meno la rete familiare di assistenza, hanno difficoltà a conciliare la vita lavorativa e quella familiare. Non ci siamo. Non siamo d’accordo. E’ un processo involutivo che porta con sé il rischio che la Scuola dell’Infanzia torni ad essere connotata come ente di cura e di assistenza che è ben altro rispetto alla grande funzione pedagogica, didattica ed educativa che la distingue. Dichiariamo quindi la nostra piena vicinanza e solidarietà al personale docente della Scuola dell’Infanzia che, tra l’altro, lavora a stretto contatto con bambini e bambine che non indossano la mascherina. Personale a cui, spesso, non vengono forniti dispositivi di tutela individuale degni del disagio che vivono. Sarebbe forse opportuno che a tale personale venisse data la priorità per la vaccinazione e che fosse dotato a tappeto, e non a discrezione di dirigenti scolastici più o meno generosi ed attenti, tutto il materiale necessario a permettere di svolgere in sicurezza un lavoro diventato sempre più simile all’esercizio della sopravvivenza”.
“L’emergenza non è scoppiata oggi. Un anno per noi è più che sufficiente. Chiediamo un’attenzione diversa alla Scuola ed auspichiamo il ritorno, se non altro, all’ascolto di chi nella scuola opera e di chi della scuola fruisce”, termina la nota.











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