UDINE – “Una modalità offensiva nei confronti di una parte dell’economia montana di cui il ministro Roberto Speranza probabilmente non ha nessuna conoscenza”.
E’ durissima la reazione del presidente della Camera di Commercio Pordenone-Udine, nonchè di Confcommercio Friuli Venezia Giulia e vicepresidente di Confcommercio nazionale, Giovanni Da Pozzo, nell’apprendere l’ennesimo rinvio delle aperture degli impianti sciistici che, afferma, “disattende completamente quelle che erano state le indicazioni vagliate anche dal Cts per il possibile avvio al 15 febbraio, e mortifica gli sforzi fatti anche dal Friuli Venezia Giulia, che aveva predisposto un piano per ripartire in sicurezza innovativo ed efficace”.
Per Da Pozzo, “la riapertura il 5 marzo, che ora ci pare anch’essa un punto di domanda, è una presa in giro. Pensare che i primi di marzo ci possano essere condizioni per poter dare un minimo di sostenibilità alle attività turistiche che operano all’interno dei poli sciistici, è follia. Come Confcommercio regionale e in rappresentanza delle Confcommercio dell’arco alpino non possiamo che augurarci che questo sia l’ultimo colpo di coda di un metodo che produce scarsi effetti e inoltre – conclude – punta il dito solo su alcuni comportamenti legati a specifiche attività economiche, mentre trasporti, scuole e assembramenti vari continuano nel Paese nell’assoluta indifferenza.”











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