
L’AQUILA – E’ morto a L’Aquila l’avvocato Attilio Cecchini. Principe del foro aquilano, era considerato uno dei migliori avvocati penalisti d’Italia.
“Giornalista di razza e principe del foro” per citare il libro che gli ha dedicato il caposervizio de “Il Messaggero” della redazione di L’Aquila, Angelo De Nicola, avrebbe compiuto 96 anni il 20 marzo. Dopo la laurea in Giurisprudenza e le prime esperienze da avvocato nel 1950 era emigrato in Venezuela dove coltivo’ la passione per il giornalismo, fondando la Voce d’Italia. Fu anche corrispondente di Paese Sera prima di rientrare all’Aquila nel ’60.
A L’Aquila riprese l’attivita’ forense partecipando anche all’attivita’ culturale della citta’. Negli anni vissuti in Venezuela conobbe Gabriel Garcia Marquez, intervisto’ Juan Domingo Peron. Da penalista e’ stato protagonista di alcuni dei casi giudiziari che hanno avuto un forte eco nel panorama nazionale: lo scandalo ‘Pop’ che porto’ nel 1992 all’arresto dell’intera Giunta Regionale; l’omicidio di Cristina Capoccitti, passato alle cronache come il delitto di Balsorano. Cecchini difese gratuitamente Michele Perruzza, zio della bambina, arrestato e poi condannato all’ergastolo con l’accusa di essere l’autore dell’omicidio.
I processi del post terremoto, (come avvocato di parte civile ad esempio nel crollo della Casa dello Studente in cui sono morti nell’aprile del 2009 otto studenti universitari), fino all’ultima udienza sull’ex Capo Dipartimento della protezione civile, Guido Bertolaso, assolto in Appello (nell’ambito del processo Grandi Rischi bis) a L’Aquila nel 2018, dall’accusa di omicidio colposo e lesioni per le false rassicurazioni sul rischio sismico. Nel 1994 il legale aveva scelto di candidarsi a primo cittadino con il Partito Popolare, sfiorando il ballottaggio.
Nell’ottobre dello scorso anno, il consiglio dell’Ordine distrettuale degli avvocati dell’Aquila, gli ha consegnato l’attestato per i 70 anni di attivita’ forense, ovvero la toga di platino.
I funerali saranno celebrati giovedi’ 7 gennaio, ore 15, nella Basilica di Santa Maria di Collemaggio.











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