
L’AQUILA – “Ho appreso che il Consiglio di presidenza del Senato, a guida della Presidente Casellati, ha disposto la sospensione temporanea della delibera del 24 novembre scorso, che aveva privato l’ex ministro e presidente della Regione Abruzzo Ottaviano del Turco del suo vitalizio. Non nego che dal punto di vista umano le condizioni di salute di Del Turco, definite come “disperate”, non mi fanno di certo piacere. Ma le vicende umane vanno tenute nettamente separate dall’applicazione della legge, che deve essere uguale per tutti”.
Così l’onorevole Valentina Corneli, portavoce del M5S.
“Ricordo, infatti, che la revoca del vitalizio è conseguita, come per legge, alla condanna definitiva di Del Turco a 3 anni e 11 mesi di reclusione, pronunciata dalla Corte di Cassazione nell’ottobre 2018 per “induzione indebita” con riguardo alla vicenda della Sanitopoli abruzzese e delle “mazzette” che ha portato nel 2008 all’arresto dell’allora presidente PD dell’Abruzzo. Si è trattato – aggiunge – di una questione scabrosa che ha contribuito a far luce sulla pessima gestione della sanità abruzzese, che oggi è messa sempre peggio, ma i disastri di questo modo di fare politica orientato al mero tornaconto economico personale vengono da lontano. Peraltro, la condanna è divenuta definitiva già nel 2018 ma il vitalizio, non si sa perché, è stato revocato solo di recente”.
“E allora – prosegue – chi oggi prende le difese di Del Turco (non solo la Casellati ma anche diversi Colleghi parlamentari come Zanda, Gasparri, Lupi e altri) dovrebbe spiegare ai cittadini italiani e abruzzesi perché questa persona ha percepito indebitamente per oltre due anni 5.500 euro al mese di soldi pubblici. Inoltre, andrebbe chiarito se la Regione e le Asl abruzzesi siano mai state risarcite, sempre da Del Turco, con i 700 mila euro previsti in sentenza”.
“Perché – chiede infine Ciorneli – la Regione Abruzzo non prende una posizione per una volta a tutela degli abruzzesi? Si sa, certe cerchie della vecchia politica (Marsilio ex parlamentare, da decenni nei palazzi romani insieme alla Meloni e compagnia cantante, viene da tutti gli scandali della seconda Repubblica) devono autoproteggersi, ma noi non possiamo restare in silenzio”.











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