L’AQUILA – Riemerge l’interesse per la zampogna, strumento musicale “polifonico” che non è legato alla tradizione natalizia ed è nato in oriente: tra gli antichi suonatori viene annoverato anche l’imperatore Nerone.
In occasione del quarto anniversario del terremoto che ha raso al suolo la cittadina di Amatrice, che fino al 1927 apparteneva alla provincia di L’Aquila, il gruppo folkloristico “I nuovi zampognari” di Catanzaro ha voluto ricordare il borgo scomparso eseguendo in versione zampognara il canto “Matrix Pulcherrima” (Amatrice Bellissima) composto da Camillo Berardi su versi di Concetta Persico, figli di questa terra.
L’adattamento del canto per zampogna e piffero è stato curato dal Prof. Giuseppe Mezzatesta ed è stato eseguito dal M° Mezzatesta al piffero e dal M° Nicola Nisticò alla zampogna.
La dolce malia zampognara non è priva di note acute e struggenti che interpretano magistralmente il dramma e i lutti causati dalla distruzione sismica.
Il gruppo folklorico “I nuovi zampognari” è stato fondato nel 1988 per volontà dell’attuale presidente e direttore artistico Prof. Giuseppe Mezzatesta, con lo scopo di creare per i giovani del proprio quartiere S. Maria di Catanzaro un’attività sana e formativa che li impegnasse fondamentalmente al saper vivere insieme attraverso lo studio, la ricerca e la riproposta di canti e danze popolari della tradizione folklorica zampognara.











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