L’AQUILA – Oggi a L’Aquila, e non solo, migliaia di studentesse, studenti e insegnanti torneranno a scuola di nuovo nei Musp, dopo più di 11 anni dal sisma del 2009.
Ormai è evidente che la mancata ricostruzione scolastica sia dipesa da più fattori: dalla mancanza di una visione complessiva del luogo-città; dall’incompetenza tecnica e politica delle Amministrazioni; dall’incapacità di utilizzare le ingenti somme di denaro a disposizione per la ricostruzione delle scuole; dalla fallacità di molti percorsi operativi; dalla subdola richiesta a docenti e genitori di doversi accontentare, sempre e comunque, durante e/o dopo un’emergenza, confidando costantemente nel loro buon senso!
E’ quanto si legge in una nota di Potere al Popolo L’Aquila.
Questa inazione – prosegue la nota – ha fatto sì che tante cittadine e cittadini, stanchi di parole vuote, impegni non mantenuti, azioni non corrisposte, percorsi partecipativi vani, stiano smarrendo la speranza e la forza di chiedere il rispetto del diritto allo studio per la generazione post-sisma.
Insieme possiamo ancora incidere e promuovere il senso di efficacia quale dispositivo per immaginare, per sé e per la comunità, esiti sostenibili, come quello dedicato al percorso della ricostruzione scolastica.
Insieme possiamo lavorare sul comune senso di appartenenza ad una comunità che manda i suoi figli e le sue figlie in scuole-container da 11 anni e che non ha abbandonato il territorio, che deve riconquistare il senso della lotta e della mobilitazione a favore di scuole nuove e sicure, che deve rintracciare il senso dell’impegno civile per raggiungere l’obiettivo.
L’obiettivo – termina Potere al Popolo L’Aquila – era quello di riaprire le scuole: docenti, famiglie, personale scolastico, studenti e studentesse, sono tutti e tutte pronti. Ci chiediamo se siano pronte le varie amministrazioni a garantire l’ultimazione dei lavori richiesti dalla normativa anti-covid, se gli spazi esterni siano stati resi praticabili e fruibili, se siano state consegnate in numero sufficiente le mascherine, se i locali scolastici siano stati puliti e poi sanificati, se sia stato assunto il necessario personale scolastico, se – insomma – sarà rispettato il diritto allo studio di migliaia di studentesse e di studenti.











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