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Onna: associazioni impegnate da anni per la ricostruzione culturale

Dalla pagina Facebook di Valter Marcone

Pubblicato da Redazione
lunedì, 14 Settembre 2020 - 15:58
in Ambiente, Attualità, Cultura, Varie
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ONNA (L’AQUILA) – di Valter Marcone – C’è un luogo a qualche chilometro dal centro dell’Aquila, sconosciuto ai cittadini come ai – sempre pochi – turisti che si aggirano curiosi per le vie dei borghi del Gran Sasso. Un’associazione, impegnata da anni per la ricostruzione della propria frazione e per la tutela dei bisogni della popolazione, ne è la custode e prima promotrice. Un’altra associazione, creata da cinque giovani archeologi del territorio aquilano, ne ha “sposato la causa”.

Si tratta della Casa della Cultura di Onna: un nome molto ambizioso che pone già le basi per qualcosa di bello, in un luogo al quale da anni si associano dolore e speranza.

Entrando nella piccola frazione ci si trova subito davanti a questo complesso di edilizia moderna costruito grazie ai finanziamenti del governo tedesco e chiamato Casa Onna. Il nome casa ritorna, come se ad un certo punto della nostra storia, nel 2009, la necessità di trovare luoghi da poter riconoscere come casa fosse preponderante su ogni altra esigenza. Casa Onna è un luogo a disposizione di tutti: c’è una sala convegni, la connessione internet gratuita, la sede del centro anziani e la sede dell’associazione Onna Onlus.

Accanto a Casa Onna c’è la Casa della Cultura, costruita al posto del vecchio asilo della frazione. Una casetta bassa e larga, circondata da un ampio giardino: avvicinandosi si resta piacevolmente sorpresi perché guardando qua e là, tra le macerie delle case, ci sono dei pannelli con corde che spiegano la storia della frazione e lo stato della ricostruzione. Un segno d’innovazione che è solo un anticipo di quanto inaspettatamente si può trovare entrando nella Casa della Cultura, che è anch’essa un cantiere con lavori in corso.

Uno spazio biblioteca con punti internet e diverse sale che costituiscono un vero e proprio piccolo museo del territorio: l’unico visitabile oggi nel comune dell’Aquila. La prima mostra ci illustra la storia dei terremoti che hanno segnato Onna e la valle dell’Aterno; un sismografo ci mostra anche la situazione della terra sotto i nostri piedi in tempo reale. Poi ci sono foto e testimonianze del terremoto del 2009 ma anche di un altro evento che ha segnato la storia di Onna: la strage nazista dell’11 giugno 1944. E’ in memoria di questo episodio che il governo tedesco ha “adottato” questa piccola frazione ed è in costante relazione, tramite l’ambasciatore in Italia, con l’associazione Onna Onlus.

Passando nelle altre sale della Casa della Cultura facciamo un vero e proprio viaggio nel passato: dai letti in osso e i corredi degli antichi Vestini, rinvenuti nella necropoli di Bazzano dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Abruzzo, ai materiali degli scavi archeologici dell’Università dell’Aquila nella città romana di Amiternum, ci sono oggetti che testimoniano usi e costumi delle popolazioni che abitavano il territorio della valle dell’Aterno in epoca italica, romana e nel medioevo. Gioielli, spille e aghi da cucito, ma anche forbici per la tosatura e armi sono alcuni dei materiali presenti che, unitamente a pannelli e video 3D dei siti archeologici studiati, consentono di comprendere meglio le trasformazioni del territorio attraverso i secoli.

L’allestimento delle ultime vetrine è stato concluso proprio di recente dagli archeologi dell’associazione L’ArQueologia in collaborazione con l’università e l’associazione Onna Onlus. Nelle sale più in fondo si alternano infine quadri elaborati in occasione di concorsi che hanno portato artisti emergenti anche a mostre come la Biennale di Venezia.

Nel pomeriggio di venerdì 11 settembre 2020 i i Dirigenti del CESTAQ (Centri Studi delle tradizioni nella provincia dell’Aquila) Presidente Avv. Pasqualino Cipolloni, Vice Presidente Prof. De Simone Giancarlo e Segretario il Poeta/Scrittore Marcone Valter unitamente a molti associati hanno visitato la casa della cultura di Onna. La calorosa accoglienza del responsabile della Casa Signor Paolucci Paolo e della Presidente di Onna Onlus Signora Marzolo Margherita e la conseguente visita guidata ha consentito ai visitatori di apprezzare il pregevole sito dell’ interland aquilano.

Al termine il CESTAQ ha espresso il compiacimento e la gratitudine per la realizzazione della Casa della Cultura (patrimonio dell’ intera comunità aquilana) e l’interesse a collaborare con la stessa nei diversi campi di attività del Centro Studi.

Il Presidente Paolucci ha esternato la sua soddisfazione per la visita e, cosciente dell’importanza dei rapporti volontaristici in rete, la più ampia disponibilità e apertura alla collaborazione.

In particolare i dirigenti e soci Cestaq hanno visitato la rassegna di oggetti del mondo contadino di una volta esposti in una sala della Casa della cultura. Gli oggetti sono stati raccolti da Paolo Paolucci che da anni mette assieme questi oggetti e manufatti della cultura contadina dimostrazione non solo della sua passione ma anche e soprattutto del valore di testimonianza che questi reperti ,forse possiamo ormai chiamarli così , rappresentano . Un mondo ormai quasi del tutto scomparso se non fosse per alcune sopravvivenze che cocciutamente e saggiamente alcuni collezionisti come Paolucci, ( che non sono semplicemente collezionisti ) sparse sul territorio dell’aquilano, ma forse anche per l’intero Abruzzo, si ostinano a conservare per farle conoscere soprattutto ai giovani . Ogni oggetto racconta una storia, un aneddoto , e restituiscono un modo di vivere la cui memoria si perderebbe senza quest’opera di raccolta, catalogazione, a volte restauro che Paolucci e altre persone fanno di questo patrimonio materiale.

Esistono raccolte sul territorio aquilano che il Cestaq intende monitorare, valorizzare e mettere in rete . Ne ricordiamo alcune : quella di Paolo Paolucci, come abbiamo detto esposta alla Casa della cultura di Onna, le macchine della prima meccanizzazione dell’agricoltura in questo territorio conservate da Otello Di Carlo a Rocca S. Stefano di Tornimparte , i carri d’epoca di Concezio Cacio a Paganica,la “casa museo” del tombolo a Santo Stefano di Sessanio (L’Aquila) di Daulia Pannunzio.

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