
L’AQUILA – “Desta un certo stupore la risposta del Sindaco dell’Aquila in ordine alle fondate perplessità espresse dal Consigliere comunale Lelio De Santis a fronte degli emolumenti (indennità) generosamente corrisposte agli Assessori ‘sospesi’ sine die dal medesimo”.
Così il Presidente del Circolo dell’Aquila del Partito Democratico, Carlo Benedetti.
“L’iniziativa del Consigliere De Santis – aggiunge – è opportuna e garbata. Lo stesso fra un’offesa ed un’altra al medesimo consigliere comunale (ma è la sua indole e lo perdoniamo), ritiene pienamente legittima la corresponsione dell’indennità ad Assessori che non svolgono da mesi alcuna funzione e, pertanto, alcun ‘lavoro’ in favore del Comune dell’Aquila”.
“A prescindere – prosegue Benedetti – che nessuna fonte primaria né regolamentare contempla la figura della sospensione, emergono due tipi di problematiche da tale situazione: una politica ed una di carattere amministrativo: quella di tipo politico palesa solo l’incapacità del Sindaco di assumere determinazioni vere e definitive riguardo alle posizioni di critica assunte dalla Lega. La cosa è perciò un grossolano escamotage politico per non rompere veramente con la Lega; quella di tipo amministrativo, che nel dibattito in corso interessa di più, consiste in una lettura errata della normativa di cui all’Ordinamento giuridico comunale che non vieterebbe la figura dell’Assessore senza deleghe.
In altre parole secondo Biondi sarebbe possibile pagare con i soldi della collettività gli Assessori per andare a spasso”.
“Ciò – continua – solo in ragione solo del mantenimento di formali equilibri politici.
Al riguardo sembra, invece, evidente che la corresponsione dell’indennità è funzionalmente collegata ad un sinallagma evidente cioè, più concretamente , ad una prestazione di fare consistente in primo luogo nella partecipazione agli atti deliberativi della Giunta municipale ed ,ai sensi dell’art.48 del d.lvo n. 267/2000 (Tuel) e poi nella intensa attività di collaborazione con il Sindaco per l’attuazione degli indirizzi generali del consiglio e per la realizzazione del programma di mandato.
Non sembra che gli Assessori in questione abbiano partecipato alle sedute di Giunta,che abbiano votato i provvedimenti posti all’ordine del giorno né partecipato ai lavori del Consiglio in maniera da tradurre gli atti di indirizzo in politiche gestionali.
Il pagamento delle indennità a fronte della conclamata e sbandierata inattività degli Assessori, costituisce solo il prezzo da pagare per il mantenimento di equilibri politici precari.
Ciò è sconcertante”.
“Della questione – termina Benedetti – che costituisce, evidentemente danno erariale, per le spiegate ragioni, è bene che se ne interessi la Procura regionale della Corte dei Conti.











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