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Palazzo Ardinghelli rinasce: il restauro e il Maxxi L’Aquila

Sabato 5 e domenica 6 settembre presentazione del restauro e visite guidate al Palazzo

Pubblicato da Redazione
sabato, 05 Settembre 2020 - 12:29
in Arte, Cultura, Eventi, Evidenza
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L’AQUILA – Un palazzo straordinario restituito alla collettività. Un pezzo di storia della città che torna a vivere e a interagire con il territorio. Un gioiello del barocco aquilano che rinasce dopo un attento restauro e diventa polo della creatività contemporanea, laboratorio di futuro. Un esempio ammirevole di collaborazione internazionale e interistituzionale. Un contributo alla ricostruzione della città dopo il sisma del 2009, all’insegna della cultura.

Tutto questo è MAXXI L’AQUILA, progetto che ha visto MiBACT e Fondazione MAXXI – di concerto con il Comune di L’Aquila, la Regione Abruzzo e le istituzioni del territorio tra cui l’Università, il Gran Sasso Science Institute, l’Accademia di Belle Arti, l’Istituzione Sinfonica Abruzzese, il Teatro Stabile e molte altre ancora – impegnati insieme per un grande obiettivo: contribuire al rilancio del territorio ferito dal sisma attraverso la cultura, recuperando con un sapiente restauro Palazzo Ardinghelli, il magnifico palazzo settecentesco devastato dal terremoto, restituendolo alla suggestiva bellezza barocca dei suoi spazi luminosi, multiformi e avvolgenti, e offrendolo alla comunità come nuovo luogo collettivo, una piattaforma di creatività culturale, aperta, condivisa, al servizio della rinascita della città.

Il restauro di Palazzo Ardinghelli – realizzato grazie al generoso contributo della Federazione Russa e frutto di otto anni di lavoro certosino degli esperti e dei tecnici dei Beni culturali del territorio – è stato presentato a L’Aquila oggi, sabato 5 settembre 2020, in un incontro all’aperto davanti al Palazzo, in Piazza Santa Maria Paganica, da pochi giorni dotata di un nuovo impianto di illuminazione che ne fa risplendere la bellezza anche di sera, ulteriore contributo del Comune alla riqualificazione urbana.

Introdotti da Margherita Guccione, Direttore generale per la creatività contemporanea del MiBACT e Pietro Barrera, Segretario generale della Fondazione MAXXI, sono intervenuti Anna Laura Orrico, Sottosegretario del Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo; i Consiglieri dell’Ambasciata della Federazione Russa in Italia Alexey Fadeev e Konstantin Belyaev; Stefano D’Amico, Segretario regionale del MiBACT per l’Abruzzo; Alessandra Vittorini, Soprintendente Archeologia, Belle arti e Paesaggio per la città dell’Aquila e i Comuni del Cratere; Marco Marsilio, Presidente Regione Abruzzo; Pierluigi Biondi, Sindaco dell’Aquila; Giovanna Melandri, Presidente Fondazione MAXXI.

Erano presenti Hou Hanru, Direttore artistico del MAXXI e Bartolomeo Pietromarchi, Direttore del MAXXI Arte che curerà la mostra inaugurale, un rappresentante di Enel, storico partner del museo, primo socio fondatore privato della Fondazione MAXXI dal 2015.

Sempre sabato 5 settembre (dalle 15.00 alle 19.00) e domenica 6 settembre (la mattina dalle 11.00 alle 13.30 e il pomeriggio dalle 14.30 alle 19.00) sono state organizzate visite guidate al Palazzo, curate dagli studenti dell’Accademia di Belle Arti di L’Aquila nel rispetto delle norme di sicurezza (per gli ultimi posti rimasti, prenotazione obbligatoria su www.maxxilaquila.art).

Palazzo Ardinghelli: la storia

Storica dimora dell’omonima famiglia di origine toscana, il Palazzo è considerato uno dei massimi esempi del barocco aquilano ed è l’unico nella regione che ha la facciata con balconata a quota variata. Situato in pieno centro storico, in piazza Santa Maria Paganica, fu edificato tra il 1732 e il 1743, dopo il grande terremoto che nel 1703 distrusse la città.

Progettato dall’architetto romano Francesco Fontana, figlio del più celebre Carlo, è caratterizzato da un cortile porticato da cui parte lo scalone monumentale di derivazione borrominiana sovrastato dai dipinti dell’artista veneto Vincenzo Damini, che rappresentano i Quattro Continenti e l’Aurora, datati 1744.

Proprio la corte interna che attraversa l’edificio, collegando piazza Santa Maria Paganica e via Garibaldi, renderà il museo uno spazio urbano pubblico aperto alla città, creando un filo ideale con la piazza del MAXXI a Roma, disegnata da Zaha Hadid, che unisce due aree del quartiere Flaminio.

Nelle prime due sale del piano nobile fanno bella mostra due camini monumentali. Dalla parte opposta, invece, dopo il Salone principale, oggi Sala della Voliera, e una teoria di stanze incastonate una dentro l’altra, il cerchio di un ideale percorso si conclude con la cappella di famiglia, dove sarà esposta l’opera pensata appositamente dal maestro Ettore Spalletti.

Dopo la morte di Filippo Ardinghelli, per il Palazzo sono iniziati secoli di progressivo degrado. Alla fine del secolo scorso, ha ospitato prima gli Uffici della Pretura, poi l’Anagrafe del Comune, sino a essere venduto al Demanio dello Stato e, alla fine del 2008, affidato al MiBACT. Dopo pochi mesi, il terremoto dell’aprile 2009 ha danneggiato gravemente la struttura del palazzo, che già versava in una generale condizione di abbandono.

Il restauro e la progettazione museale

Era difficoltoso anche solo entrare dentro la corte di Palazzo Ardinghelli, all’indomani del sisma del 2009. La forte scossa della notte del 6 aprile aveva causato il ribaltamento delle pareti del cortile, con crollo parziale del porticato, oltre a diversi danni all’apparato dei saloni del piano superiore, dovuti al massiccio crollo in diversi punti della copertura.

Nella corsa alla solidarietà internazionale verso la città colpita dal disastroso terremoto, il Governo della Federazione Russa ha subito individuato due beni monumentali da adottare per garantirne il restauro: la Chiesa di San Gregorio Magno, nella frazione di San Gregorio e, nel cuore dell’Aquila, proprio Palazzo Ardinghelli, cui è stato destinato un generoso contributo di 7,2 milioni di Euro.

I tecnici del MiBACT hanno sottoposto il Palazzo a un sapiente intervento di restauro conservativo, consolidamento, miglioramento sismico e parziale ricostruzione delle parti crollate (come la copertura di uno dei saloni del piano nobile, la Sala della Voliera, dove è stato ricostruito lo scheletro del soffitto a padiglione distrutto dal sisma). Il restauro ha anche restituito le continuità interrotte già prima del terremoto, come la sequenza androne>corte> accesso posteriore, recuperata nelle sue valenze figurative e architettoniche.

Anche questo restauro ha riservato “sorprese”, con ritrovamenti che sottolineano la stratificazione dell’edificio. Come le pietre di un antico portale, o un dipinto sul soffitto di una delle stanze, probabilmente una camera da letto, che raffigura due putti, o ancora le decorazioni che si intravedono sulle pareti esterne del cortile.

In questa attenzione alla storia del Palazzo, rientra la salvaguardia dell’intonaco lustro originale dello scalone monumentale e quella della pietra della facciata, che restituisce una cromia molto rara. E, ancora, il restauro di una porzione del pavimento originale, a cui sono ispirate le geometrie delle altre pavimentazioni realizzate.

Il Segretariato regionale per l’Abruzzo (stazione appaltante) e la Soprintendenza unica per l’Aquila e il cratere hanno realizzato l’imponente progetto di restauro. E negli ultimi anni, in stretto collegamento con la Fondazione MAXXI, attraverso la costituzione di un tavolo tecnico che ha visto cooperare sinergicamente questi enti con costanti sopralluoghi ed incontri, hanno reso possibile l’adeguamento degli spazi settecenteschi alla nuova funzione espositiva, dedicata alla contemporaneità.

Verso MAXXI L’AQUILA

L’imponente e raffinata cifra di Palazzo Ardinghelli, questa sua innata spazialità che crea un naturale percorso nella successione dei saloni e delle stanze, ha fatto sì che il Ministro dei beni culturali Dario Franceschini, in visita a L’Aquila nel 2014, vedesse l’edificio già destinato a diventare uno spazio espositivo d’eccellenza. Da quella prima suggestione è nato il progetto di MAXXI L’AQUILA, uno spazio dedicato alla creatività contemporanea, un laboratorio di futuro nel pieno della storia della città, in uno dei suoi monumenti più affascinanti.

Palazzo Ardinghelli, magistralmente restaurato, sta quindi per diventare un centro vivo di cultura non solo per la città dell’Aquila, tappa concreta di un processo di recupero del patrimonio che ruota intorno al valore sociale, inclusivo ed identitario dei beni culturali, legandoli a una loro vitale e quotidiana fruizione, per dare senso e contenuto ai luoghi restaurati.

Venerdì 30 ottobre 2020, alla presenza del Ministro dei beni culturali Dario Franceschini e dell’Ambasciatore della Federazione Russa in Italia Sergey Razov, con la partecipazione di Cassa Depositi e Prestiti, che ha supportato la realizzazione degli apparati tecnologici per la nuova funzione museale del Palazzo, MAXXI L’AQUILA sarà inaugurato.

Il progetto espositivo è stato pensato per valorizzare fin da subito l’architettura del Palazzo appena restaurato, in relazione con le committenze realizzate appositamente da cinque importanti artisti italiani individuati dal Ministero nel 2015: Elisabetta Benassi, Daniela De Lorenzo,  Alberto Garutti, Nunzio e il maestro Ettore Spalletti, recentemente scomparso, cui è dedicato uno degli spazi più suggestivi. A queste opere si aggiunge il progetto di Anastasia Potemkina, giovane artista russa, prodotto in collaborazione con la V-A-C Foundation di Mosca e realizzato con la partecipazione dell’Accademia di Belle Arti dell’Aquila, come primo passo per valorizzare il dialogo tra artisti russi e italiani in un edificio storico restaurato grazie a una generosa donazione della Federazione Russa.

Un’attenzione speciale è data alla fotografia, con la committenza affidata a Paolo Pellegrin e dedicata alla città de L’Aquila, e quella affidata a Stefano Cerio, dedicata al territorio abruzzese.

Questo denso percorso sarà integrato e rafforzato da una selezione di opere provenienti dalle collezioni di arte, architettura e fotografia del MAXXI scelte per la loro capacità di riflettere sugli ambiti spaziali ideali e materiali che determinano il luogo o ne sono determinati. La mostra è quindi occasione per esplorare e sperimentare tutti gli spazi del museo, dalla corte allo scalone principale, dalla cappella alla teoria di sale espositive che si susseguono senza soluzione di continuità, in un itinerario che da un lato guarda allo straordinario lavoro di restauro realizzato per restituire l’edificio alla città e al pubblico, dall’altro accompagna le riflessioni sul sodalizio tra la luce, il colore, lo spazio e l’ambiente e la sua percezione, in una scala urbana e territoriale tra il visionario e l’utopico, attraverso i lavori di autori come Monica Bonvicini, Maurizio Cattelan, Enzo Cucchi, Bruna Esposito, Giulio Paolini, Piero Manzoni, Maurizio Nannucci, Liliana Moro, Sou Fujimoto, Superstudio, Giovanni Michelucci, Bernard Khoury, Yona Friedman, Guido Guidi, Giovanni Chiaramonte, Olivo Barbieri, Allora & Calzadilla.

“Questa è una giornata densa di significati – dice la Sottosegrataria al MiBACT Anna Laura Orrico – nella quale arriva un segnale importante all’insegna della cultura, dell’arte, della bellezza: restituiamo perfettamente restaurato a L’Aquila e ai cittadini aquilani un palazzo meraviglioso, uno dei luoghi simbolo della città, duramente colpito dal terremoto. Permettetemi di ringraziare la Federazione Russa per il grande contributo offerto e il personale e i tecnici del Ministero dei Beni culturali per l’eccezionale lavoro di restauro fatto. Palazzo Ardinghelli ospiterà la sede aquilana del MAXXI, un presidio culturale e un laboratorio aperto di sperimentazione. Sarà una risorsa preziosa per il territorio, in collaborazione con le istituzioni scientifiche e con gli operatori culturali locali darà un impulso importante nel processo di rinascita e di rilancio della città”.

Dice Giovanna Melandri, Presidente della Fondazione MAXXI: “La riapertura di Palazzo Ardinghelli mi emoziona e mi rende orgogliosa: è il simbolo di una doppia rinascita, dalle ferite del terremoto e dal tempo sospeso dell’emergenza coronavirus. Ringrazio la Federazione Russa, il MiBACT, Cassa Depositi e Prestiti e tutti coloro che lavorando con competenza, generosità e passione hanno restituito al palazzo la sua bellezza. Ora sta a noi farlo rivivere e, insieme con le amministrazioni, le istituzioni scientifiche e culturali, i centri di studio e ricerca e le associazioni del territorio, ci impegneremo perché le mostre, le iniziative, le attività di MAXXI L’Aquila offrano un contributo alla rigenerazione civile e sociale a lungo attese e alla vivacità culturale propria di questa città”.

“È una soddisfazione sapere che la Russia ha contribuito a questa buona e necessaria causa – scrive l’Ambasciatore della Federazione Russa in Italia Sergey Razov nel suo messaggio -. Sono sinceramente grato a tutti coloro che hanno contribuito a questo progetto, simbolo dell’amicizia tra i nostri Paesi”.

“L’importante conclusione del restauro di Palazzo Ardinghelli e la sua presentazione alla città – dichiara il Segretario Regionale MiBACT, Stefano D’Amico – sono il frutto della collaborazione concreta degli Uffici regionali del Ministero e della solidarietà del Governo russo che, con una significativa donazione, ha reso possibile tale risultato. A nome del Segretariato regionale per l’Abruzzo, stazione appaltante, sono profondamente grato ai colleghi che, a vario titolo, hanno preso parte a tale lavoro e alle due Soprintendenze (l’Aquila e Cratere e Abruzzo) che hanno messo a disposizione proprio personale tecnico-scientifico, secondo un consolidato spirito di fattiva disponibilità; tutti hanno seguito e curato con la consueta passione e professionalità l’evolversi dei lavori. Sono inoltre riconoscente verso i professionisti esterni che hanno prestato la loro efficace collaborazione. Un gioiello dell’architettura civile aquilana, di proprietà pubblica, viene destinato a una finalità pubblica e ridonato alla città, per diventare, grazie al MAXXI, un fondamentale punto di riferimento non solo per la vita culturale dell’Aquila e del suo territorio, ma – ne sono sicuro – anche per la sua rinascita sociale. In ultimo, vorrei ricordare l’architetto Claudio Finarelli, in qualità di RUP, aveva offerto per raggiungere questo risultato il suo consueto bagaglio di esperienza e di saggezza; un destino avverso gli ha impedito di condividerlo con noi”.

“Nella complessa ricostruzione che ci vede impegnati da oltre dieci anni, in una città che da sette secoli crolla e rinasce su sé stessa – afferma la Soprintendente per L’Aquila e cratere Alessandra Vittorini – questo luogo offre oggi le sue inedite meraviglie pienamente recuperate grazie a un restauro attento e rigoroso. La sorprendente sequenza che attraversa la corte semicircolare e si fa strada urbana, lo scalone monumentale, i saloni e i fluidi spazi interni compongono un insieme di suggestiva bellezza. Tutto ciò è il frutto di attenzione e rigore, dedizione e competenza tecnica di cui dobbiamo essere grati a tutti i protagonisti che ne hanno accompagnato il recupero. Ringrazio quindi, per la Soprintendenza, Franco De Vitis e Biancamaria Colasacco. E tutta la nostra squadra che opera dal 2009 nel difficile scenario cittadino. È grazie al loro lavoro che oggi stiamo riscoprendo nel passato le radici per il nostro futuro, in un percorso costante e progressivo che ha visto nel centro storico e nel patrimonio culturale i luoghi di una nuova e ritrovata identità, di una appartenenza collettiva fatta di memoria e di rinascita”.

Il presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, ha espresso la soddisfazione della Regione Abruzzo per aver colto, grazie a una serrata quanto proficua collaborazione interistituzionale, un altro ambizioso risultato. “Con il restauro del Palazzo Ardinghelli, edificio monumentale tra i più suggestivi e preziosi d’Abruzzo che diventa anche sede aquilana del MAXXI – ha osservato Marsilio – la città dell’Aquila e l’Abruzzo intero si pongono all’attenzione nazionale e internazionale quale punto di riferimento sempre più qualificato e vivace della vita culturale del nostro Paese”.

“La restituzione alla comunità di Palazzo Ardinghelli e l’istituzione della sede aquilana del MAXXI – dichiara il sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi – segnano un determinante punto di svolta nella narrazione del complesso ma entusiasmante percorso di rinascita intrapreso all’indomani del sisma del 2009. L’eleganza, la bellezza e l’arte sono elementi complementari ai processi di ricostruzione materiale di una città fiera della sua tradizione storica, alla base della candidatura a Capitale Italiana della cultura 2022”.

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Tags: MaxxiPalazzo Ardinghelli

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