L’AQUILA – Il cielo stellato, la notte, a Santo Stefano di Sessanio, toglie il fiato. Si vede tutta la Via Lattea e la moltitudine di stelle. Non ti trovi più in uno dei più bei borghi medievali, in provincia dell’Aquila, affacciato al Gran Sasso a 1.250 metri di altitudine.
Le stelle allargano tutti i nostri confini immaginati, fino a farli sparire. L’infinito e l’Universale prendono il sopravvento.
“I am with you, I have always been with you, don’t be afraid”, ce lo dice il cielo. Anche quando non lo sappiamo.
È composto da innumerevoli bandiere che sventolano, issate tra le case e i palazzi del borgo, negli angoli più remoti ed esposti, dagli antichi torrioni.
E giù al laghetto vi è un pennone. È alto sette metri, e la bandiera grande viene sollevata solennemente con l’alzabandiera. È la bandiera più importante di tutte perché chiunque, nel mondo, la può chiamare come propria. Raffigura la Via Lattea, la nostra galassia, è la bandiera del mondo.
Non può che rassicurarci, come quei pochi segni umani che si individuano in terre deserte, come una luce accesa in un castello abbandonato, in una notte tempestosa.
Le bandiere sono per noi, le stelle ci guardano. E noi possiamo guardarci da lontano e cambiare punto di vista.
Il borgo si è ora vestito di bandiere, è vivo, lo è sempre stato.
Un’altra installazione si cinge alle strutture del paese, Under the same sky. È una grande tela, un collage di tessuti di infiniti blu. Tempestata di stelle e stelle cadenti, la tela avvolge un’impalcatura da cantiere. Le forme del ponteggio le conferiscono la parvenza di un grande parallelepipedo di stelle: un ascensore verso l’Universo. Tutte quelle sfumature di blu e di colori non possono non farci ricordare quanti cieli diversi vediamo da qui. Alcuni cieli sono quasi neri, altri sono pieni di luci e non ci permettono di vedere più nulla, ci sono cieli pieni di pericoli, altri rassicuranti. Ma in tutti cadono le stelle cadenti, anche quando non possiamo vederle. E non ci resta che esprimere un desiderio e continuare a sognare.
“Poteva essere una canzone, una poesia. È un’intenzione, un sentimento per farci sentire protetti, in un mondo dove tutto è incerto e abbiamo bisogno di scappare, di nasconderci. Questa bandiera è un messaggio d’amore, per chi ha bisogno di essere parte di qualcosa che gli dia un senso, un’origine, una nazionalità più grande, per sentirsi protetti e non sentirsi soli”, Antonello Ghezzi.











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