AMATRICE – La solidarietà e il reciproco aiuto paga sempre. Per il sisma del 2009 furono acquistate da Anas casette mobili per il proprio personale colpito dal terremoto.
“Dopo qualche anno le casette furono abbandonate e rimaste a Onna, presso l’area di pertinenza dell’Anas. Il sisma del 2016 – racconta Dario Verzulli – ci ha fatto conoscere la famiglia di Marco De Cesaris, bambino autistico di Amatrice che con la sua famiglia si trasferì a L’Aquila per le cure necessarie per l’autismo. Amatrice e dintorni, con o senza sisma, non era e non è in grado di offrire nulla a Marco e a tutte le persone con autismo della zona”.
“Roberta, la madre di Marco, ci ha fatto conoscere Mario Feliziani, presidente di Aips. Da loro abbiamo appreso della necessità di realizzare un villaggio per l’accoglienza a Sant’Angelo di Amatrice di famiglie non residenti. E’ cosi – spiega infine Verzulli – allora abbiamo di nuovo provato a sfidare la burocrazia e ottenere le casette mobili. Circa 2 anni ma alla fine siamo riusciti a portare le casette mobili abbandonate a Sant’Angelo di Amatrice”.











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