
PAGANICA (L’AQUILA) – Sabato 27 giugno 2020, nella chiesetta di San Pietro Celestino V (sec XII) alle ore 11, Don Dionisio Humberto Rodriguez parroco di Paganica, celebrerà la Santa Messa in onore del Santo del Morrone.
Viste le ridotte dimensioni del luogo di culto e il doveroso distanziamento sociale previsto dalle norme anti-Covid, la Santa Messa sarà celebrata all’esterno della stessa. Così è stato fatto dal 2009 e fino all’anno scorso quando, dopo il restauro della chiesetta da parte della Ministero delle Attività Culturali e del Turismo – UCCR Abruzzo, la messa fu celebrata all’interno alla presenza di numerosissimi fedeli che hanno avuto modo di apprezzare il restauro effettuato.
Purtroppo mancherà anche quell’arcaica “scampagnata” ogni anno sempre più partecipata, durante la quale percorrendo per un tratto la “Via della Monticazione” che porta le bestie ai pascoli di Campo Imperatore, gli amici archeologi che ci hanno accompagnato negli scorsi anni, ci lasciavano a bocca aperta nel raccontarci, durante le brevi soste culturali nell’ombra che ci seguiva, dei numerosi ritrovamenti del passato nei vari siti archeologici posti a destra e a manca della via, fino alla chiesetta. Per lo stesso motivo non ci sarà, come negli anni passati, quel ritrovarsi tutti insieme dopo la Santa Messa alla vicina sorgente di Forma, per un pomeriggio di aggregazione sociale e condivisione del pranzo.
Nell’ultimo anno alcuni importanti eventi accaduti nel piccolo tempio, avrebbero dovuto fare di questo giorno una grande festa; la completa ristrutturazione della chiesetta e i lavori di accesso e pavimentazione intorno alla struttura da parte dell’Amministrazione Separata degli Usi Civici di Paganica, il posizionamento nella pietra sacrale dell’altare seicentesco della chiesetta, della Reliquia di San Pietro Celestino V, avvenuta il 1° febbraio scorso, alla presenza di Sua Em.za il Cardinale Giuseppe Petrocchi e l’importante riconoscimento della Perdonanza Celestiniana da parte dell’UNESCO, quale patrimonio immateriale dell’umanità, avrebbero dato alla ricorrenza di Sabato 27 Giugno di quest’anno una particolare caratterizzazione.
Molto attuale nel tempo di coronavirus, è uno dei tanti graffiti riportati sull’affresco tre-quattrocentesco, (Madonna con il Bambino e San Pietro Apostolo) nella parete di fondo in cui viene ricordato un periodo nefasto per i paganichesi, infatti dice che: “nel mese di settembre del 1656 la peste entra a Paganica e vi durò doi anni e mezzo”.
La chiesetta, già legata alla Perdonanza Celestiniana per via del Fuoco del Morrone, sarà anche quest’anno tappa della 41esima edizione della Fiaccola proveniente dal’Eremo di Sant’Onofrio vicino Sulmona che, attraverso la Valle Subequana, raggiungerà L’Aquila il 23 Agosto, come ogni anno.
Questa antica tradizione, tra sacro e profano, del piccolo borgo di “San Pietro”, situato sulla strada provinciale che da Paganica porta a Pescomaggiore, trae origine nell’antica cultura della civiltà contadina e ricorreva il 29 giugno di ogni anno già dal XII sec. (nei nostri tempi, sarà il sabato più vicino al 29) giorno in cui nella collina si mieteva a mano con il falcetto e la Chiesa ricorda S. Pietro Apostolo a cui originariamente, la chiesetta era dedicata.











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