SULMONA – Giornata di follia e violenza, ieri, nella Casa di reclusione di Sulmona, con tre appartenenti al Corpo di Polizia Penitenziaria aggrediti.
Lo denuncia in un comunicato stampa la Segreteria Generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria Sappe.
“Il detenuto, collaboratore di giustizia che già si era reso protagonista di eventi critici simili e di danneggiamenti, ha proditoriamente ed improvvisamente aggredito tre poliziotti, ai quali sono poi stati refertati dieci giorni di prognosi ognuno. Speriamo finisca presto questo massacro nei confronti della Polizia penitenziaria, anche con strumenti idonei per garantire l’incolumità degli Agenti. Servono, e il Sappe lo rivendica da tempo – inascoltato dalle istituzioni deputate ad intervenire – urgenti provvedimenti per fronteggiare ed impedire aggressioni fisiche e selvagge, strumenti come quelli in uso a Polizia di Stato e Carabinieri, ossia pistola “taser” e spray al peperoncino”, denuncia il Segretario generale Donato Capece.
Capece, che si trova davanti al carcere di S.Maria Capua Vetere in una manifestazione di solidarietà agli Agenti del carcere, esprime vicinanza ai colleghi di Sulmona e denuncia: “quel che è accaduto, di una violenza inaccettabile, ci ricorda per l’ennesima volta quanto sia pericoloso lavorare in un penitenziario. Ogni giorno giungono notizie di aggressioni a donne e uomini del Corpo in servizio negli Istituti penitenziari del Paese, sempre più contusi, feriti, umiliati e vittime di violenze da parte di una parte di popolazione detenuta che non ha alcuna remora a scagliarsi contro chi in carcere rappresenta lo Stato. Rinnoviamo, alla luce del grave fatto accaduto a Sulmona, la richiesta di un incontro con i vertici del Ministero della Giustizia e dell’Amministrazione Penitenziaria per affrontare gli eventuali interventi da adottare, come ad esempio proprio le tutele da assicurare al personale in servizio”.











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