L’AQUILA – Sulla pagina Facebook, Marzia ha scolpito un ricordo che è di tutti gli onnesi e non dell’era ante terremoto 2009. E’ un ricordo che mi ha fatto andare indietro di 50 anni quando, giovani, ci si divertiva con poco.
“Da quelle persiane – scrive Marzia – si affacciavano babbo e mamma per controllare me e la mia sorellona che facevamo cricca con le amichette, gli amichetti e con tanti compaesani di tutte le generazioni – a Ju Pinnero’ ci riunivamo per fare chiacchiere e passare il tempo insieme.
Se ti annoiavi e non sapevi che fare, ti mettevi lì seduta e sicuramente qualcuno sarebbe passato a farti compagnia. A qualsiasi ora, in qualsiasi stagione.
Quel grande sasso è stato levigato e lucidato da generazioni e generazioni che vi si sono accovacciate sopra e gli hanno ronzato intorno.
Mi ricordo la sera prima dell’inizio del mio primo giorno di scuola. Ero orgogliosissima di cominciare una nuova vita con la testa e gli occhi che spuntavano di poco sopra “il pinnerone”… con me c’erano nonna e l’amata Maria, signora del vicinato e amica di famiglia, che dal giorno dopo avrei ritrovato a scuola come bidella al posto di mio nonno andato in pensione. Chiacchieravano. Io mi misuravo col pinnerone e il pinnerone mi diceva che stavo diventando grande. Mi ricordo ancora il batticuore,
Grazie alle signore del paese che con questo coccio, credo da loro realizzato, ora appeso a Casa Onna mi restituiscono uno degli incanti più belli della infanzia e della gioventù mia e di tanti come me.











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