
L’AQUILA – (da Adnkronos) – Proprio al termine della quarantena imposta dal Covid-19, la società “Spin Factor”, società leader nella consulenza strategica politica e aziendale, ha analizzato il gradimento in rete dei presidenti delle Regioni italiane stilandone una top ten, attraverso la propria piattaforma di web e social listening sviluppata in collaborazione con Osservatorio social.
Dall’analisi dei governatori più stimati nella Fase 2 dell’emergenza troviamo al terzo posto il Governatore dell’Abruzzo, Marco Marsilio con il 41,20% di gradimento, dietro solo a Michele Emiliano, governatore della Puglia, con il 42% e Luca Zaia governatore del Veneto, con il 41,30% seguito dal governatore dell’Emilia Romagna, Stefano Bonaccini con una percentuale del 41,02.

Nella parte bassa della top ten troviamo al settimo posto Attilio Fontana, con un gradimento del 36,25%. Solo decimo, invece, Vincenzo De Luca, con il 35,26% di positivo e con il negativo più alto della top ten, 13,22%. “Quello che è accaduto nella fase1 e all’inizio della fase2 non vale più adesso che andiamo verso la riapertura totale. Alla richiesta di sicurezza sanitaria si è sostituita quella della sicurezza economica”, spiega Tiberio Brunetti, fondatore e amministratore di Spin Factor.

“In questo senso salgono quei Presidenti che hanno attuato soluzioni concrete ed efficaci mentre calano quelli che si sono dedicati di più all’esposizione mediatica e alla polarizzazione polemica con determinate categorie – prosegue Brunetti -. Emiliano e Zaia sono l’esempio di governatori coraggiosi che nell’immediato non hanno pensato al consenso veloce, ma si sono dedicati a mettere in campo politiche economiche efficaci che hanno trovato nel medio periodo riscontro positivo nei propri cittadini”.
“Va detto che comunque tutti il dato generale che accomuna tutti i Presidenti è molto alto. Il sentiment positivo dei leader politici difficilmente supera il 30%, mentre dai nostri dati abbiamo 16 governatori su 20 che superano abbondantemente la cifra. 12 su 20 superano il 35% e 4 addirittura il 40%. Segno che in questa fase il Presidente di Regione è visto come l’istituzione più prossima da ascoltare e seguire o contestare”, prosegue.
“Questi dati ci fanno capire come il consenso evolva in maniera molto veloce. Da qui capiamo bene che le regionali saranno una partita a sé, sia che si voti a luglio sia, in misura ancora maggiore, che si voti a settembre. Il tema centrale della campagna sarà la mancanza di soldi e un peso molto forte lo avrà la forza nazionale delle coalizioni che si rispecchieranno sul territorio”, conclude.











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